Sbloccati i finanziamenti dall’Asp per la “Progetto Sud”

Ieri pomeriggio il direttore generale dell’Asp Gerardo Mancuso a conclusione di un incontro con i rappresentanti della comunità “Progetto Sud” e i familiari dei disabili che fanno terapia riabilitativa nella struttura di Via Reillo, ha annunciato che l’Asp farà in modo di trovare i 20 mila euro necessari per garantire fino alla fine dell’anno il servizio di riabilitazione al centro, gestito dalla comunità sopra citata. Questa soluzione è arrivata dopo una lunga giornata di protesta in Via Perugini, davanti agli uffici amministrativi dell’Asp; al sit-in hanno partecipato i disabili in carrozzina, i loro parenti, i rappresentanti della “Progetto Sud” e di tutte le altre realtà sociali che da essa sono nate come cooperative e associazioni. Qualche giorno, infatti, fa l’Asp aveva fatto sapere che avrebbe interrotto le cure riabilitative che il centro della “Progetto Sud” pratica dal 1987; decisione motivata dal fatto che è esaurito il budget annuale destinato alla struttura; quindi da metà novembre fino alla fine dell’anno i 28 utenti del centro, molti dei quali minorenni, non avrebbero più potuto usufruire del servizio ma avrebbero dovuto andare in altri centri. Altri ancora là dove possibile, secondo quanto stabilito dall’Asp in una sua comunicazione ufficiale, sarebbero stati seguiti da operatori sanitari per la terapia domiciliare. Nunzia Coppedè, presidente calabrese della Fish ha rivendicato «il diritto alla salute, leso da un provvedimento stabilito a tavolino senza tener conto di problemi ed esigenze delle persone coinvolte, non si può interrompere da un giorno all’altro un servizio simile, i pazienti disabili non possono rimanere senza cure ed hanno bisogno di operatori che li conoscano, che sappiano come affrontare la patologia di ognuno». Angela Regio, responsabile del centro di Via Reillo ha reso noto che le è stato «chiesto la lista dei minori che frequentano la nostra struttura, ma non hanno voluto nessun dato relativo agli adulti disabili che accogliamo, i quali sono tutti al di sotto dei 65 anni. Ciò vuol dire che non si sta programmando niente per le cure in altre strutture, così come era stato annunciato dall’azienda nella sua nota ufficiale». Alla protesta pacifica era presente anche il sindaco Gianni Speranza accompagnato dall’assessore comunale alle Politiche sociali Rosario Piccioni. «Siamo davanti ad una tragedia questa è solo una prima anticipazione di quello che avverrà il prossimo anno, che si preannuncia terribile» ha commentato Speranza. Il sit-in è continuato per alcune ore durante le quali si sono fatte più pressanti le richieste da parte dei dimostranti, i quali hanno sollecitato l’incontro con i rappresentanti dei vertici dell’Asp. A scendere nel piazzale tra i manifestanti il direttore sanitario Mario Catalano che ha definito la protesta «inopportuna e fuori luogo». Nel suo intervento, fortemente contestato dai familiari dei disabili, Catalano ha ribadito che «il budget per le strutture come quelle di Via Reillo viene fissato dalla Regione e che l’Asp non può far nulla quando le risorse finiscono. Non possiamo modificare l’emergenza». Il dibattito tra Catalano e i dimostranti ha spinto la protesta dentro gli uffici dove si è sperato in un eventuale incontro con Mancuso, che poi c’è stata nel pomeriggio. Inoltre, stamattina si è tenuta un’altra riunione.