Scopelliti e Stillitani presentano le borse studio per 3.150 giovani disoccupati

Ieri mattina alla presentazione delle borse lavoro al Centro agroalimentare di Lamezia l’assessore Francescantonio Stillitani per presentare suoi 4.700 nuovi posti di lavoro sui 7 mila promessi al nastro di partenza dalla giunta dice: «Non erano sogni ma sono realtà». E azzarda che in breve tempo saranno 10 mila. «Questo è un progetto in cui abbiamo creduto tanto, ci appassionano le iniziative che riguardano i giovani disoccupati calabresi» afferma Giuseppe Scopelliti. All’incontro erano presenti molti imprenditori. Ogni giovane sarà occupato per nove mesi in un’azienda per 900 euro mensili, e 35 ore settimanali, alla fine del periodo previsto dal bando se l’imprenditore l’assumerà il 50% del salario lo pagherà la Regione fino a 2 anni. Se si tratta di un disabile l’ente contribuirà per tre quarti della spesa. Ogni giovane guadagnerà 8.100 euro facendo formazione per nove mesi. Scopelliti ha detto: «Sosteniamo che è inutile appesantire la macchina burocratica, bisogna invece investire nelle aziende che sono il volano dello sviluppo, anche se il momento è difficile. Noi vogliamo accendere una speranza nei calabresi e creare un effetto moltiplicatore. Se ci facciamo prende re dalla rassegnazione in una terra difficile come questa, è finita». I giovani precari saranno 3.150, l’investimento nel progetto è di 85 milioni di euro. Ma l’assessore regionale aggiunge altri progetti e altri posti di lavoro, arriva a contare 4.700 posti. Gli imprenditori calabresi stanno utilizzando poco le possibilità offerte per la formazione dei loro dipendenti, infatti sono rimasti 20 milioni di euro da investire. Stillitani annuncia che altri 200 giovani verranno assunti per formare una task-force contro i il lavoro nero, nella prossima settimana uscirà un nuovo bando per assumere altri 200 disoccupati negli asili e per dare lavoro alle badanti. E aggiunge: «C’è chi ha lamentato che a qualche giovane prima d’esse re assunto è stato chiesto di firmare preventivamente la lettera di licenziamento per utilizzarla dopo avere intascato gli incentivi regionali. Questo è un reato penale. Un’estorsione. Noi vogliamo tutelare i giovani disoccupati». Mimmo Praticò, presidente del Coni calabrese, ha sottolineato l’importanza di aver assegnato le borse lavoro anche alle associazioni sportive che «si prodigano oggi in tutta la regione per promuovere la cultura dello sport fra i giovani, una missione che troppo spesso in Calabria viene sottovalutata o addirittura dimenticata»; e poi critica l’iniziativa della Cgil ma Claudia Carlino e Sergio Genco, della segreteria regionale Cgil, rispondono dichiarando che «Dalla Regione ci si sarebbe attesi delle risposte concrete, strategiche, innovative per creare occupazione, e non certo una borsa lavoro, un sistema che crea inevitabilmente sacche di precariato. Lo chiarisce bene l’avviso pubblico, lo status di chi viene assunto: non costituisce rapporto di lavoro per i borsisti. Diciamo no con forza a questo modo di fare politica, di amministrare e di utilizzare le risorse pubbliche. Ritiene al contrario urgente e non più rinviabile investire sulla qualità dell’occupazione. Il lavoro cioè con diritti e tutele, stabile, duraturo, che non condizioni i giovani e li tolga dal ricatto della ndrangheta. I borsisti per novi mesi saranno precari e poi non si sa. Ancora una volta, ci dispiace dirlo, si gioca con il lavoro, creando ulteriori sacche di instabilità e precarietà, senza immaginare progetti capaci di dare futuro a una generazione. Si creano slogan, si fa propaganda e non si risolvono i problemi strutturalmente».