Scoperto bracconiere all’area industriale ex Sir

Il bracconaggio è una delle tante piaghe che feriscono la nostra già vessata Calabria, arrecando un grave danno, non solo alla fauna locale, ma anche ai cacciatori che operano nel rispetto delle regole. Lo sanno bene gli uomini del corpo di Polizia Provinciale di Catanzaro che, ogni giorno, si battono per tentare di arginare tale spregevole fenomeno, purtroppo, sempre più diffuso. In uno dei tanti controlli infatti il fenomeno è venuto ancora una volta alla luce. Nei giorni scorsi, infatti, nel corso di un normale pattugliamento in territorio di Lamezia Terme, finalizzato alla prevenzione della caccia di frodo, l’attenzione degli agenti e ufficiali del nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale è stata attratta da alcuni colpi di fucile, provenienti dall’area industriale ex Sir. Giunti sul posto, gli operatori di pg, al termine di una perquisizione eseguita a carico di due persone lì presenti, hanno rinvenuto, e posto sotto sequestro, un fucile semiautomatico “Benelli”, nonché otto volatili appartenenti alla specie dei fringillidi, che erano sati abbattuti, nonostante il divieto sancito a livello legislativo, sia nazionale che regionale. La specie in questione, infatti, non è cacciabile, in quanto non inserita nel calendario venatorio 2010-2011 della regione Calabria; tali volatili, inoltre, rientrano nell’elenco dei fringillidi la cui cattura viene sanzionata, anche, a livello penale. Immediate sono scattate le sanzioni previste dalla normativa in materia, a carico di E.C, ritenuto responsabile del resto accertato. La Polizia Provinciale di Catanzaro, quindi, ha vinto un’altra battaglia nella lunga guerra contro il bracconaggio. I controlli contro questo fenomeno continuano visto che questi episodi accadono sempre più spesso. (il quotidiano)