Scotland Yard nega la scorta a Roberto Saviano

L’autore di Gomorra non ha potuto presenziare alla cerimonia di assegnazione del ‘Premio del coraggio’

Niente scorta per Roberto Saviano. E’ la decisione presa da Scotland Yard negli scorsi giorni. Cosi’ l’autore di Gomorra non ha potuto presenziare alla cerimonia di assegnazione del ”premio del coraggio” attribuito ogni anno dall’associazione Pen agli scrittori ”perseguitati per aver espresso le sue idee”. A rivelarlo – riporta l’Evening Standard – e’ stato il direttore dell’associazione Jonathan Heawood. Secondo Heawood, infatti, Scotland Yard avrebbe deciso che Saviano non ha bisogno di protezione.

”In un periodo in cui ci accapigliamo per definire come dovrebbe comportarsi una stampa libera – ha detto il direttore di Pen – dovremmo sostenere chi ci ricorda a cosa serva una libera stampa”. In sintesi: il messaggio lanciato da Scotland Yard e’ ”negativo”, soprattutto in un momento in cui ”c’e’ bisogno di giornalisti coraggiosi”. Il premio – 1000 sterline – è stato quindi ritirato dalla giornalista dell’Espresso Annalisa Piras.

Il Pen/Pinter Prize e’ stato istituito nel 2009 dalla Pen in memoria di Harold Pinter e viene consegnato ogni anno a uno scrittore del Regno Unito e viene condiviso da un altro autore nella sua versione ”premio del coraggio”. Il riconoscimento quest’anno è andato al drammaturgo Sir David Hare. Che ha commentato: ”Roberto Saviano ha sfidato la mafia napoletana prima con il suo romanzo e poi con il film da cui e’ stato tratto. Lo ha fatto correndo un grosso rischio per la sua sicurezza personale. La mia speranza è che questo riconoscimento possa, per quanto possibile, rendere la sua vita più facile”.

Saviano ha pero’ inviato un messaggio. ”La mia riconoscenza – ha detto – va a chi ha reso possibile che le mie parole divenissero pericolose per certi poteri che hanno bisogno di silenzio e ombra. A chi le ha assimilate, testimoniando che sono diventate di tutti. Questo premio va ai miei lettori. Devo a loro se stasera state leggendo queste mie parole, se ho portato quello che mi sta a cuore fuori dalle pagine e dentro i media e se l’ho fatto senza troppi timori. Perche’ quando senti che tanti hanno il bisogno di vedere, di sapere e di cambiare e non solo di essere intrattenuti o consolati, allora vale la pena continuare a scrivere”. Scotland Yard si è rifiutata di commentare perche’ si tratta di questioni che ruotano intorno alla sicurezza.

SCOTLAND YARD NEGO’ SCORTA ANCHE A COSSIGA NEL 2006 – Non è la prima volta che Scotland Yard nega la scorta armata ad una personalità italiana, come è avvenuto per lo scrittore Roberto Saviano. Un precedente illustre, e decisamente più pesante dal punto di vista diplomatico, è quello del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Il fatto risale al marzo 2006, quando, rivelò lo stesso ex Capo dello Stato all’ANSA, venne “opposto un rifiuto da parte delle competenti autorità britanniche, diplomatiche e di polizia, alla richiesta fatta dagli organi del ministero dell’Interno italiano perché fosse assicurata la necessaria protezione secondo la prassi internazionale, all’ex capo dello Stato in occasione di una sua programmata visita a Londra, per partecipare alla XVII edizione del World Council dell’organizzazione ‘World Islamic Call Society'”.

Per questo Cossiga annullò la sua partecipazione all’evento. Cossiga, poi, in conseguenza di quel fatto, con una lettera inviata all’ambasciatore del Regno Unito e dell’Irlanda del nord presso il Quirinale, restituì “le insegne cavalleresche e relativi diplomi di Cavaliere di Gran Croce dell’ordine di S. Michele e di S. Giorgio e di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno, ricevute nella sua qualità di presidente del Consiglio dei ministri e di presidente della Repubblica, da sua Maestà la Regina Elisabetta II”.