Sequestrati dalla guardia di Finanza documenti nella sede Asp di Piazza Borelli

Il blitz della guardia di Finanza di Lamezia è durato dalle 8 del mattino fino alla sei di ieri sera. L’ufficio riabilitazione e protesi dell’azienda sanitaria è stato passato al setaccio dai finanzieri alla ricerca di documenti che, alla fine, sono stati portati via su alcuni scatoloni caricati su un furgone. Stretto riserbo sul blitz disposto dal procuratore della Repubblica Vitello e dal sostituito Maria Alessandra Ruberto. Sembra che i militari del Nucleo Mobile del Gruppo della guardia di Finanza di Lamezia diretta dal maggiore Maurizio Pellegrino, vuole vederci chiaro su presunte truffe relativamente ad alcune forniture mediante gare d’appalto indette dall’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro (presidio ospedaliero di Lamezia Terme). Ma tra le ipotesi d’accusa contenute nel decreto di perquisizione e sequestro dei documenti sarebbero ipotizzati anche i reati di corruzione, abuso d’ufficio e concussione. L’operazione della guardia di Finanza fra l’altro farebbe parte di un’inchiesta partita da qualche mese e che ora ha portato alla perquisizione e al sequestro di numerosi documenti che ora dovranno essere spulciati, uno per uno, dai finanzieri che hanno la delega alle indagini della Procura della Repubblica di Lamezia Terme.  L’ufficio protesi e riabilitazione del’azienda sanitaria provinciale (ex Asl 6 di Lamezia Terme) è ubicato al secondo piano del palazzo ex Inam, sede del Distretto sanitario lametino. Già alcuni anni fa la guardia di Finanza portò a termine un’operazione riconducibile sempre a forniture ospedaliere nonchè gare d’appalto che sarebbero state pilotate.