Sequestrato il T-Hotel: costruito truffando l’Europa

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I capitani d’azienda indagati per truffa all’Unione Europea sono in tutto nove, più sei le aziende che avrebbero emesso fatture false di fornitura per la Framar, società attiva dal 1999 con poco più di 10 mila euro di capitale sociale, che però gestiva un appalto da 10 milioni. Tutti sono accusati di truffa.
Il reato di falso s’ipotizza invece per sei dipendentei regionali. Avrebbero mentito nei collaudi sulla costruzione della grande struttura. Senza la certificazione dello stato d’avanzamento dei lavori non sarebbero arrivati i fondi pubblici. Come dire che i controllori della commissione di collaudo avrebbero chiuso un occhio.
Il procuratore Salvatore Vitello e il sostituto Domenico Galletta non hanno fatto richieste d’arresto, hanno mirato finora a bloccare l’albergo che comunque resta in attività essendo stato affidato ad un custode giudiziale di Roma. Da qui il decreto d’urgenza per sequestrare la struttura che, secondo gli inquirenti, stava per essere venduta.
Intanto ieri sono stati sequestrati tutti i beni dell’amministratore del T-Hotel: immobili, conti correnti bancari e beni mobili per un totale che le Fiamme gialle stimano in 18 milioni di euro. Una cifra abbastanza distante dal valore effettivo della truffa che s’aggira intorno a 5 milioni.
Si tratta del secondo albergo sequestrato a Lamezia Terne negli ultimi sei mesi. Il primo è stato l’Aerhotel Phelipe vicino alla stazione di Lamezia Terme Centrale il cui proprietario è tutto’ora sotto inchiesta.