SERRASTRETTA: prima la ‘ndrangheta, ora Equitalia. Artigiano rovinato al Nord da un pentito deve pagare una cartella di 492.000 euro da versare entro 30 giorni

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La somma che Polifroni dovrà risarcire però non basta a Fazio per onorare la cartella di Equitalia. L’Agenzia di Torino infatti gli chiede la riscossione dell’importo di 492.490,92 euro poiché “dalle verifiche effettuate, non ci risulta ancora pagato l’importo” e che “in mancanza del pagamento entro il termine sopra indicato, provvederemo ad iscrivere ipoteca – si legge nella diffida di Equitalia – per un importo pari al doppio del debito risultante dal citato prospetto”.
Il calvario di Fazio, dunque, sembrava finito dopo il ritorno in Calabria, ma ora dopo il riconoscimento del danno Fazio deve fare i conti con Equitalia. Fazio si era trasferito al Nord nel 1991 in cerca di fortuna. Ma è lì che conosce la ndrangheta che lo fa finire al lastrico e gli fa perdere pure la famiglia. A 63 anni, dal Nord andò via per fare ritorno al Sud e ricominciare senza un soldo. La sua “colpa” è stata quella di aver conosciuto Cesare Polifroni. Aveva 40 anni quando Raffaele Fazi o, moglie e due figli piccoli, all’epoca, da Serrastretta, un paese di 1000 abitanti e famoso per le sedie artigianali, partì per il Nord, in Valsusa. Pian piano apriva una falegnameria ad Avigliana. Qui incontra un suo compaesano che Raffaele aveva visto partire prima di lui al Nord e che gli fece conoscere Polifroni.
Fazio si fidava del suo compaesano ed è stato per questo che si fidava di Polifroni che commissionava svariati lavori di falegnameria a Fazio. «Mi era stato presentato come un costruttore calabrese di cui potersi fidare, sembrava una persona onesta» racconta l’artigiano. Ma in poco tempo il falegname accumulava crediti da Polifroni fino a quando nacquero i primi problemi.
Una cambiale da 50milioni delle vecchie lire che Fazio non è mai riuscito a riscuotere, anhd quando Polifroni pagò con assegni fasulli. Intanto Fazio non potendo pagare i suoi fornitori finiva in un mare di guai al punto tale che la moglie lo lasciò perchè lui in un primo momento non trovò il coraggio di raccontare cosa gli stesse succedendo. I debiti quindi travolsero il falegname che minacciava di denunciare Poifroni. A quel punto Fazio scoprì chi era veramente quello che gli era stato presentato dal suo compaesano come un “onesto costruttore calabrese”.
Invece Polifroni minacciava Fazio, prendendolo anche a calci e pugni solo perchè Fazio aveva richiesto i suoi soldi. Fatti che il falegname ha denunciato alla Procura della Repubblica di Torino così come la richiesta di risarcimento danni avanzata al Tribunale civile di Torino che fissò l’udienza a maggio scorso e che ora ha stabilito un risarcimento di 175.000 euro in favore di Fazio, assistito dall’avvocato Salvatore Gullì. Ma il falegname incasserà questi soldi da Polifroni che, in quanto collaboratore di giustizia, è assistito dallo Stato a cui ancora una volta Fazio chiede aiuto per essere riamasto “vittima della ‘ndrangheta?”. (Il quotidiano del Sud – P.re.)