I sette omicidi confessati da Francesco Vasile. Il killer fa i nomi di altri assassini dei Giampà

In qualità di complice Vasile avrebbe partecipato all’omicidio di Giuseppe Chirumbolo, ucciso la sera del 30 marzo del 2010 in Via Salvatore Miceli, da due soggetti che gli spararono 8 colpi di pistola al volto e al torace. Chirumbolo era appena uscito da casa per spostare l’auto. Tra le mani dell’uomo gli investigatori trovarono un mazzo di chiavi.
Vasile come favoreggiatore avrebbe inoltre preso parte al ferimento di Nicola Gualtieri, 29 anni, avvenuto il 25 novembre del 2010. Dopo dieci giorni dall’agguato Gualtieri morì per le gravi ferite riportate. L’attentato fu messo in atto da killer che a bordo di uno scooter spararono contro Gualtieri ben sette colpi di pistola che lo raggiunsero all’addome. Il collaboratore agli inquirenti avrebbe fatto i nomi dei killer e probabilmente anche il movente.
Gli altri due omicidi di cui Vasile si è assunta la responsabilitàcome killer sono quelli di Vincenzo e Francesco Torcasio, padre e figlio, per i quali sono stati individuati mandanti ed esecutori, nei confronti dei quali sono stati messi degli ordini di custodia cautelare in carcere. Vincenzo Torcasio, 58 anni, fu ucciso la sera del 7 giugno dello scorso anno, mentre si trovava in un campo di calcetto, con 11 colpi di pistola. Un mese dopo fu eliminato con le stesse modalità il figlio Vincenzo, mentre si trovava a bordo di una Peugeot 107 azzurra in Via Misiani. Fu raggiunto dai colpi di una Luger. Per questi due ultimi omicidi ad indicarlo come autore materiale è stato il suo ex capo Giuseppe Giampà che da mesi sta facendo le sue confessioni agli inquirenti.
Gli omicidi commessi dal 2006 al 2011 e non risolti adesso sono quelli di Francesco Provenzano, Francesco Diano, Santo Raso, tutti uccisi nel 2006, e Gino Benincasa nel 2008. Secondo le rivelazioni di Angelo Torcasio l’omicidio di Chirumbolo è stato deciso “da Giuseppe Giampà, Vincenzo Bonaddio e Saverio Cappello in assenza di Aldo Notarianni e Pasquale Giampà perchè detenuti”, e fu eliminato perchè venne considerato un traditore, su indicazione di un componente della cosca che nel corso di una cena confidarono “falsamente a Giuseppe Giampà che Giuseppe Chirumbolo era un traditore e che voleva venderlo”. Torcasio anche in questo caso fa i nomi dei killer di Chirumbolo. (Fonte Gazzetta del Sud – G.Na.)