Si è pentita di nuovo Giuseppina Pesce

Ha ripreso a collaborare con la giustizia Giuseppina Pesce. Ieri mattina, nel corso dell’udienza a carico di Maria Grazia Messina, sono state depositate dal p.m. Alessandra Cerreti le nuove rivelazioni. La Pesce spiega le motivazioni che l’avevano indotta ad interrompere la collaborazione che aveva intrapreso con la giustizia ad ottobre del 2010, parlando della cosca Pesce, cui apparteneva, ritenuti “i padroni”, in comproprità con i Belloco, della città di Rosarno. Per sei mesi la pentita aveva collaborato riempiendo pagine e pagine di verbali, parlando della mamma, della sorella, del cugino, dello zio e di altri personaggi di spicco della cosca. Ma il 2 aprile scorso prende la decisione di ritrattare tutto. A questa decisione era seguita la rinuncia al programma di protezione a cui si trovava sottopposta assieme ai suoi tre figli, di 16, 9 e 5 anni, ed al suo compagno.  Ma il 2 agosto la figlia del boss matura la decisione di riprendere la collaborazione, così spedisce una lettera di scuse ai magistrati della Dda assieme alle spiegazioni della scelta di ritrattare. Spiega che fu una scelta subìta e che a farle cambiare idea era stata la posizione dei figli, soprattutto della primogenita, che non accettando la nuova situazione le comunicava, attraverso una lettera ricevuta dopo l’arresto avvenuto a giugno scorso, che non condivideva la sua decisione e accusandola di “sputare nel piatto dove aveva mangiato”. Ma, dopo una settimana, con un’altra lettera la figlia le spiegava di essere stata costretta dai familiari a scrivere la prima. Poi la pentita continua dicendo che nel corso dei colloqui in carcere con i suoi figli aveva capito che i parenti del marito li maltrattavano, avevano picchiato il più piccolo con una cintura, non gli davano da mangiare e li avevano tolti di casa mandandoli dal suocero della Pesce. Motivi che l’hanno spinta ad indirizzare una richiesta alla Procura dei minori per far tornare i figli nella comunità dove erano stati subito dopo il suo arresto di giugno. Il Tribunale per i minori ieri ha emesso un nuovo provvedimento eseguito dal personale del Nop (nucleo che si occupa della sicurezza dei familiari dei collaboratori di giustizia). Nel pomeriggio i tre figli sono stati presi in consegna dagli agenti del Nop dall’abitazione dei nonni a Rosarno e trasferiti in una località protetta dove saranno raggiunti dalla mamma quando uscirà dal carcere.