Si scava nel passato di Giuseppe Morello

Giuseppe Morello, scampato sabato pomeriggio ad un agguato di chiaro stampo mafioso, dagli inquirenti è considerato un distributore di droga. Nel giugno del 2007 fu condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione perché ritenuto colpevole di avere «partecipato all’organizzazione criminale promossa e diretta da Roberto Muraca e Antonio De Fazio, fungendo da acquirente presso i fornitori, vettore della sostanza stupefacente acquistata, distributore agli associati per l’ulteriore spaccio, nonché detentore e spacciatore di numerosi quantitativi di cocaina». Con altre persone tra cui Roberto Muraca, ritenuto a capo di un’organizzazione di spacciatori legata in qualche modo al clan Torcasio, fu arrestato nell’ambito dell’operazione “Old House“. È questo il filone principale sul quale si stanno muovendo le indagini del nucleo operativo e radio-mobile della locale Compagnia. Ma gli investigatori non escludono nessuna altra ipotesi anche perchè   la vittima non avrebbe fornito precise indicazioni sul killer che era a bordo di una moto, guidata da un complice, e che ha premuto il grilletto per nove volte da una calibro 3.80, dopo essersi affiancato all’auto di Morello. Anche se al momento è di difficile lettura il tentato omicidio di Morello, non ci sono dubbi si è trattato di un vero e proprio agguato di stampo mafioso eseguito con freddezza in una zona controllata dai Torcasio. I carabinieri vogliono capire se il tentato omicidio è da considerarsi un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga o un messaggio trasversale. Perchè Morello dagli investigatori non viene indicato come personaggio di rilievo. Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di un regolamento di conti tra gruppi rivali o di una vendetta maturata nel tempo per un sgarro commesso dallo stesso Morello contro qualche elemento di spicco della criminalità organizzata lametina. Anche se le sue condizioni non desterebbero preoccupazioni, Giuseppe Morello è stato trasferito in un ospedale della Sicilia, gli inquirenti non hanno specificato quale per motivi di sicurezza