Spaccio di sostanze stupefacenti: condannati a quattro anni di carcere Buffone e Palmieri

buffone-giuseppe-1977_400

palmieri-domenico-1977_400Buffone e Palmieri furono arrestati in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip su richiesta della locale Procura della Repubblica, a conclusione di un’indagine avviata nel novembre dello scorso anno in seguito al ricovero di un giovane finito in coma dopo l’assunzione di una dose di droga. Indagini che avrebbero consentito alla Polizia di individuare in Buffone e Palmieri i responsabili dell’accaduto.
Fatti che furono ricostruiti dal dirigente Antonio Borelli nel corso di una conferenza stampa, spiegando che «il 5 novembre dell’anno scorso si è presentato in ospedale una persona in stato di corna dopo aver assunto sostanza stupefacente, ovvero cocaina tagliata male. Da quello che poteva essere un dramma – aggiunse – è nata un’attività d’indagine sull’utenza del giovane che faceva uso saltuariamente di sostanza stupefacente a seguito della perdita del lavoro». L’attività intercettiva, spiegò il dirigente, «ha permesso di scoprire come il 5 novembre la sostanza tagliata male fosse stata fornita al giovane, così come altre 7/8 volte da Giuseppe Buffone». Attività di ricognizione che ha permesso poi ai poliziotti di accertare che Domenico Palmieri «rifornisse numerosi clienti, anche dell’hinterland, di cocaina in maniera periodica e regolare».
Borrelli in quella conferenza stampa definì Palmieri e Buffone «personaggi di grosso livello nell’ambito dello spaccio di droga, in quanto inseriti nell’ambiente della criminalità organizzata. In particolare Buffone ha delle parentele nella zona Sambiase di un certo spessore». Nel corso dell’interrogatorio di garanzia avvenuto il 22 giugno scorso, i due indagati si avvalsero della facoltà di non rispondere. Buffone ha semplicemente precisato al magistrato che nessuno lo conosce con il nome di Peppino, come lo avrebbe definito il suo “accusatore”. (Gazzetta del Sud – g.n.)