Taurianova, Operazione “Terramara Closed”: la Cassazione conferma l’estraneità di Ernesto Fazzalari

TAURIANOVA – La quinta sezione della Corte di Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso della Procura della Repubblica Antimafia di Reggio Calabria, ha di fatto confermato l’annullamento da parte del Tribunale del Riesame dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini Preliminari di Reggio Calabria, dott. Nicolò Marino, nei confronti di Ernesto Fazzalari, considerato -fino alla data del suo arresto- il secondo latitante più pericoloso d’Europa dopo Messina Denaro, accusato nella recente operazione “Terramara Closed” di intestazione fittizia di beni aggravata dalla finalità di aver agevolato la cosca Zagari-Fazzalari.

Avverso l’accoglimento del riesame, proposto dall’avvocato Antonino Napoli difensore del Fazzalari, da parte del Tribunale della Libertà la Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria aveva proposto ricorso in Cassazione.

Avverso le argomentazioni del Pubblico Ministero l’avvocato Napoli aveva depositato un’articolata memoria concludendo per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso della Pubblica Accusa o il rigetto dello stesso.

La Corte di Cassazione, accogliendo le contestazioni dell’avvocato Antonino Napoli, ha dichiarato inammissibile il ricorso ed ha confermato la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati a carico dell’ex latitante.

Al Fazzalari, nell’operazione Terramara Closed, è accusato del delitto di aver intestato fittiziamente ad altre persone, al fine di eludere le disposizioni della legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, alcuni fondi, siti nel comune di Taurianova, costituenti l’ex feudo dei marchesi De Riso e due aziende la Agripower e la Agrienergia, destinate alla produzione di energia da fonti rinnovabili e, nello specifico, da impianti fotovoltaici installati su serre agricole.

Ernesto Fazzalari, comunque, rimane indagato nell’ambito dell’Operazione Terramara Closed, avendo ricevuto nelle more l’avviso di conclusione indagini.