Tengono la figlia 12enne in schiavitù, arrestati genitori

Genova, costretta con la forza a servirli, poteva mangiare soltanto gli avanzi

La tenevano in punizione per ore, chiusa sul balcone, dopo averla insultata e picchiata. La ragazzina, di appena dodici anni, veniva trattata come una schiava dai genitori, padre albanese e madre ecuadoriana, e proprio da papà e mamma la piccola è stata “liberata”, dopo anni di angherie nella sua casa dalla polizia di Rapallo, che ha arrestato i suoi genitori. La coppia è accusata di sequestro di persona e riduzione in schiavitù.

La ragazzina era costretta a fare i lavori in casa e poteva mangiare soltanto gli avanzi delle pentole.

A far scattare le indagini degli agenti della squadra investigativa del Commissario di Rapallo, dove la piccola viveva, è stata una denuncia al tribunale dei minori su segnalazione anonima a Telefono Azzurro.

La bimba era costretta con la forza a servire i genitori e i due fratelli maschi più piccoli, che non la facevano sedere a tavola con loro e la costringevano a mangiare soltanto i loro avanzi. Le percosse e gli insulti, secondo quanto sostenuto dalla polizia, erano frequenti, tanto che per le violenze subite la ragazzina pronuncia soltanto poche parole.

La piccola è stata prelevata dai servizi sociali, che ora l’hanno in affidamento, alla scuola media che frequentava saltuariamente. Padre e madre l’avevano mandata a lezione con addosso soltanto il pigiama e le ciabatte. I genitori aguzzini si trovano ora in carcere. L’inchiesta viene condotta dalla procura della Repubblica di Chiavari.

Il racconto dei genitori, il dramma della 12enne

Vuole mettere soltanto il pigiama“, “alla mattina non si vuole alzare e fa i capricci“. Hanno tentato di giustificarsi con queste parole i genitori della bambina arrestati a Rapallo.

Più volte gli insegnanti della scuola media dove talvolta andava la dodicenne hanno chiesto spiegazioni ai genitori per lo stato di abbandono e trascuratezza in cui si presentava la piccola. “E’ colpa sua, non possiamo farci niente, non vuole venire a scuola e siamo costretti a portarla con addosso ancora il pigiama“, era la scusa usata dai genitori per nascondere le angherie scoperte dalla polizia.

E proprio in pigiama e ciabatte gli agenti hanno prelevato la piccola a scuola la scorsa mattina. La polizia non esclude che le violenze nei confronti della dodicenne fossero motivate dal fatto che era una femmina. Altri accertamenti sono tutt’ora in corsa per cercare di capire la disparità di trattamento rispetto ai due fratelli che, secondo quanto ricostruito dalla stessa polizia, venivano invece trattati in maniera normale.