Tenta di rapire una bimba: arrestato un rom

rapimento-bimba-napoli

Mentre la madre si allontana per un attimo dall’auto, cerca di portarle via la figlioletta di tre anni. La donna però se ne accorge, urla e lo mette in fuga

È stata la pronta reazione della madre, accortasi di quanto stava accadendo, a sventare il tentativo di rapimento della figlia di tre anni da parte di un bulgaro di etnia rom armato di bastone. Il fatto è accaduto giovedì sera, intorno alle 20, a Sant’Antimo (Napoli), nella periferia settentrionale del capoluogo campano, in una strada poco illuminata della città.
La donna era appena giunta davanti alla scuola di ballo dove, in auto, stava portando la figlioletta. Scesa dalla vettura, si è avvicinata al citofono per avvertire le maestre del suo arrivo quando il bulgaro, 57 anni, incensurato, armato di un bastone, con un gesto fulmineo, ha aperto lo sportello posteriore per sottrarre la piccola alla madre. La donna, che era a un paio di metri dall’auto, si è accorta di quanto stava per accadere, ha iniziato a urlare e si è scagliata contro il rapitore che, colto di sorpresa, è fuggito, desistendo dal «colpo”. Le urla della donna, spaventata all’inverosimile, hanno attirato l’attenzione di alcune persone che hanno subito avvertito il 112.
Immediato l’intervento dei carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, guidati dal capitano Francesco Piroddi, che hanno rintracciato il rapitore non molto lontano dal luogo dell’agguato. Il bulgaro è stato bloccato e arrestato. I carabinieri di Giugliano, per non spaventare la bimba e fugare l’eventualità di un trauma emotivo, l’hanno abbracciata e rassicurata, dicendole che si era trattato solo di un gioco tra grandi, che aveva avuto lei come inconsapevole protagonista. Portato in caserma, il rom non ha voluto proferire parola né con i militari, né con un interprete, fatto appositamente arrivare per conoscere le ragioni del gesto che, al momento, rimangono ancora oscure.
Accusato di tentato sequestro di persona A.A.I, queste le iniziali dell’uomo, è stato chiuso nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si è in attesa, ora, dell’interrogatorio di garanzia durante il quale l’uomo potrà avvalersi dell’assistenza legale. In quel contesto, se riusciranno a convincerlo, forse potrà spiegare i motivi che l’hanno indotto al tentativo di rapimento della bambina.