Testo formato mignon: multa illegittima

Un verbale per un’infrazione scritto con caratteri minuscoli è illegittimo. È quanto ha sentenziato il giudice di pace di Catanzaro, Raffaella Zappia, in merito ad un ricorso presentato da un ottantenne di Lamezia Terme che, tramite il suo legale, l’avvocato Nicola Garagozzo, si era opposto ad una sanzione amministrativa. La vicenda risale al 18 novembre 2010 quando la Polstrada di Catanzaro con un verbale contestò a G.S., 81 anni, la mancata comunicazione delle generalità del conducente e gli ingiunse il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria in misura ridotta di 273,96 euro. Nell’opposizione venne fatto rilevare che il verbale era stato «redatto con caratteri minuscoli e di difficilissima lettura anche per una persona giovane, a maggior ragione per una persona di età avanzata (81 anni)». Da qui l’istanza di annullamento dello stesso con conseguente richiesta di illegittimità in quanto «il pagamento della sanzione in misura ridotta implicava il riconoscimento che lui stesso si trovava alla guida veicolo, la scusabilità dell’errore anche per le sue condizioni di salute (insufficienza renale terminale in trattamento con emodialisri trisettimanale) e per l’erroneo riferimento nella relata notifica ad una presunta infrazione avvenuta a Catanzaro e mai notificata». Il giudice di pace, dal canto suo, ha riconosciuto «l’illegittimità dell’opposto verbale perché l’invito a comunicare le generalità del conducente che si trovava alla guida dell’autovettura è stato redatto con caratteri minuscoli tali da renderlo illeggibile anche per una persona normodotata senza far ricorso all’ausilio di una lente d’ingrandi-mento, e più ancora in considerazione delle condizioni oggettive dell’opponente (età avanzata, precarie condizioni di salute)». Ma non solo. Ha anche ritenuto che «l’utilizzo di una modulistica indifferenziata – in cui l’invio delle generalità del conducente viene posto come eventuale e non come obbligatoria, come è avvenuto nel caso de quo–ostacola anziché agevolare la collaborazione del privato all’attività della pubblica amministrazione». Nel caso specifico, inoltre, «gli obblighi incombenti sui cittadini vengono comunicati non solo in modo confuso ma anche su moduli redatti con caratteri di stampa inferiori a quelli generalmente usati ed accettati nella normale attività della pubblica amministrazione, ad esempio nei rapporti tra Enti pubblici, e ciò non può certo essere causa di pregiudizi nei cittadini». (FONTE: Calabria Ora)