TRAGEDIA ROSSANO: Dopo la rissa sospese le licenze. Il sindaco Antoniotti agli operatori delle pompe funebri: “Disumano sciacallaggio”

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Dunque l’azione congiunta della prefettura, della questura di Cosenza e del commissariato di Polizia di Rossano, guidato dal dirigente Raffaele De Marco, della compagnia dei carabinieri guidata dal capitano Franco Panebianco e del Comune ha dato i suoi frutti. Ieri infatti dagli uffici comunali sono spuntati i provvedimenti per concludere le richieste di sospensione delle licenze «per come formalmente notificato in tarda mattinata ai Sindaci di Rossano e di Crosia, al Prefetto, al Questore ed alla Procura della Repubblica».
Antoniotti parla di «disumano sciacallaggio» ed è più o meno la sensazione che i parenti hanno esternato nel momento in cui la drammatica scena del recupero si è presentata in tuttala sua crudezza. Ma in città in molti dicono che non è la prima volta che fatti del genere accadono sotto gli occhi di tutti e che una “guerra intestina” tra onorazne funebri e prassi anche nei corridoi ospedalieri.


Intanto dalla Provincia di Cosenza è arrivata la comunicazioe sul trasporto delle salme in Romania. Le Spese saranno tutte a carico dell’ente, mentre ieri in apertura del consiglio provinciale è stato osservato un minuto di silenzio.
Ora la discussione si è spostata sul numero di accessi non controllati lungo la linea ferroviaria, circa un migliaio in totale, e sul fatto che la rete jonica è una delle più obsolete cli tutto il sud Italia e che fatti del genere sulla 106 jonica sono all’ordine del giorno. Nessuna novità, ma soltanto alle spalle una tragedia che smuove le acque e riporta in primo piano una questione vecchia quanto la Calabria stessa.
Ma forse la cosa più agghiacciante, dopo il dolore e la paura, la violenza dei necrofori e l’immagine del disastro, è il silenzio del premier Monti, segno che da queste parti molto spesso si è da soli a combattere contro le tragedie già annunciate. (Il Quotidiano della Calabria – V.pa)