Tre ergastoli chiesti per i presunti killer di Federico Gualtieri vittima della faida

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L’udienza di ieri è iniziata con la ferma opposizione degli avvocati Pagliuso e Larussa contro l’acquisizione di nuovi atti presentati dal pubblico ministero. Si tratta delle dichiarazioni di Vincenzo Ventura che ha accusato dell’omicidio sè stesso e gli altri.
È seguita la requisitoria del Pm che è partito facendo un’analisi storica della vicenda che ha portato all’omicidio Gualtieri com’è stata raccontata dai vari collaboratori di giustizia. Dopo la richiesta d’ergastolo per Bonaddio, Notarianni e Giampà, per Giuseppe Giampà e Vincenzo Ventura sono stati richiesti 8 anni di carcere trattandosi di collaboratori.
Ci sono differenze tra le loro rivelazioni sulla ricostruzione dell’omicidio di ‘ndrangheta.
Federico Gualtieri venne ucciso la mattina del 27 marzo 2007 tra le sue cassette di frutta. Aveva 29 anni. Qualche precedente per armi ed estorsione, ed ex sorvegliato speciale. Era inserito nel clan perchè nipote di Emilio Gualtieri e cugino diretto di Cesare Gualtieri, ai tempi esponenti di spicco della cosca, secondo gli investigatori.
Nella versione data dal pentito Guglielmo Capo, negli ultimi tempi prima dell’omicidio, Federico Gualtieri aveva «acquisito» una piazza molto consistente nello spaccio dell’eroina, e lo stesso Guglielmo Capo da Napoli faceva vari viaggi per fornire a Gualtieri la droga. Quella situazione iniziava a stare stretta ad Enzo Giampà che pretendendo il predominio nel mercato dell’eroina decise di fuori il fruttivendolo.
Diverso il racconto del boss Qiuseppe Giampà, secondo cui l’omicidio di Federico Gualtieri venne progettato dopo il fallimento dell’esecuzione di Capizzaglie contro Pasquale Torcasio e Pasquale Gullo. La “cupola” dei Giampà sentenziò che si doveva rispondere al sangue uccidendo un esponente dei Gualtieri.
Terza versione. L’incarico di eliminare Federico Gualtieri potrebbe essere stato dato dal boss Giuseppe Giampà ad Angelo Torcasio, Saverio e Giuseppe Cappello con l’aiuto di Rosario Cappello. Perchè la vittima sarebbe stata coinvolta nel tentato omicidio di un uomo vicino al “Presidente”, Walter Aiello, avvenuto il 30 gennaio 2007. Il processo continuerà il prossimo 23 gennaio. La parola passerà ai difensori. (Gazzetta del Sud – G.na.)