Tribunale Lamezia: i minori adesso hanno un luogo protetto dove essere ascoltati

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Il Soroptimist in questi due anni ha raccolto i fondi necessari per acquistare tutte le attrezzature e gli arredi presenti all’interno dell’Aula d’ascolto per minori, mentre il Comune, che è proprietario dello stabile, ha provveduto a effettuare i lavori di sistemazione e adeguamento dell’aula. «Questa particolare struttura — ha spiegato Stefania Mancuso — risponde all’esigenza di creare all’interno del Palazzo di Giustizia un ambiente adeguato perché il giudice possa assumere la testimonianza di un minore, vittima di un reato di violenza sessuale nel rispetto delle esigenze di riservatezza e di tutela della personalità, sottraendolo alla pubblicità dell’udienza e senza costringerlo a subire il confronto diretto con le altri parti processuali, soprattutto con il presunto abusante. Il Soroptimist International d’Italia nel biennio 2011-2013 ha individuato una grave carenza diffusa su tutto il territorio nazionale e cioè la mancanza nei Tribunali di aule per l’ascolto protetto di minori. Tra l’altro, il tema dell’ascolto del minore nei processi civile costituisce oggetto di numerosi strumenti sovranazionali, a partire dalla Convenzione dei diritti del fanciullo di New York del 1989 e dall’articolo 24 della Carta di Nizza dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, sino alla Convenzione di Strasburgo del 25 gennaio 1996».
«Tali strumenti convenzionali — ha aggiunto Mancuso — hanno comportato il riconoscimento di un vero e proprio diritto del minore ad essere ascoltato nelle procedure, volte alla tutela dei diritti della persona nelle relazioni familiari, con la conseguenza che la mancata audizione del minore comporterà la nullità dell’intero procedimento, dove il giudice non ritenga di dover valutare le capacità del discernimento del minore e l’eventuale pregiudizio che dall’audizione potrebbe scaturire. Anche nei procedimenti penali dove il minore è imputato nel processo penale minorile o vittima di reato, le recenti modifiche al codice di rito hanno introdotto specifiche disposizioni che hanno consentito un’anticipazione dei tempi di assunzione della testimonianza del minore e una efficace tutela del testimone minore di età con riferimento a talune specifiche tipologie di delitti. Tuttavia, nonostante le numerose previsioni legislative l’audizione della persona minore di età nei procedimenti che lo riguardano continua a trovare molte difficoltà ad essere recepita ed applicata come momento processuale necessario volto all’acquisizione di importanti elementi di valutazione per la decisione che il giudice dovrà adottare».
«In questo contesto
– ha sottolineato la presidente del Soroptimist – l’aula dell’audizione protetta si propone il difficile obiettivo di coniugare due esigenze fondamentali: da un lato garantire che la testimonianza del minore nell’ambito di un processo venga acquisita nel pieno rispetto delle sue esigenze di protezione e riservatezza, dall’altro assicurare che la prova testimoniale venga assunga con le garanzie del contraddittorio proprie del nostro processo penale e civile». (Gazzetta del Sud)