Un dolore indimenticabile

Messa solenne in Cattedrale nell’anniversario della strage dei ciclisti

Quando siamo colpiti da dolori così grandi sembra che le strade si chiudano, eppure proprio in questa situazione le famiglie non si sono piegate, e qualcuno ha espresso anche perdono e compassione”. Con queste parole il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora, durante la messa in cattedrale in loro onore si è stretto attorno alle famiglie degli otto ciclisti che un anno fa furono falciati da un autovettura impazzita guidata dal marocchino Chafik El Ketani e che per questo è stato di recente condannato a 8 anni per omicidio colposo plurimo.

Nella messa che è stata celebrata in loro ricordo, a distanza di un anno, la cittadinanza non è mancata a far sentire ancora forte la propria vicinanza alle famiglie, con in prima fila il sindaco, giunta e consiglieri comunali, seguiti dal procuratore della Repubblica di Lamezia Salvatore Vitello ed il presidente della sezione penale del tribunale di Lamezia Terme Giuseppe Spadaro. Erano presenti anche i colleghi di lavoro delle vittime, compagni cicloamatori, sportivi e semplici cittadini che da un anno a questa parte si riferiscono a Rosario Perri, Francesco Stranges, Vinicio Puppin, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca, Domenico Palazzo, Fortunato Bernardi e Domenico Strangis come “i nostri ciclisti”.

Monsignor Cantafora continua la sua omelia sostenendo che “la vicinanza delle istituzioni si rifà alla solidarietà come sentimento cristiano. Proprio quando si assiste al momento più buio della notte sta per principiare l’alba, per questo non dobbiamo lasciar spazio allo sgomento, ma ricordare che dal dolore emerge nuova vita perchè nessuno vive da solo, ed in questo anno le famiglie hanno registrato la vicinanza di amici e fratelli cristiani”.

Sempre in ricordo degli 8 ciclisti in mattinata si era tenuta una commemorazione sul luogo dell’incidente, nei pressi della Marinella lungo la Strada Statale 18, dove è stata deposta una corona di fiori sotto la targa già deposta a loro ricordo in occasione del passaggio del giro d’Italia. La federciclismo ha indetto inoltre una settimana di lutto, e prima di ogni gara, sia agonistica che amatoriale, verrà rispettato un minuto di silenzio.

“Ad un anno di distanza da quell’assurdo e tragico incidente – ha affermato il presidente della Federciclismo Calabria Domenico Bulzomì – si è mosso poco in favore di chi vorrebbe regalarsi il piacere di vivere lo sport in assoluta tranquillità e praticarlo in modo sicuro. Lo sport è vita. E tutti i calabresi hanno pieno diritto di poter fare sport nelle migliori condizioni possibili”, rivolgendosi alle isituzioni locali e alle “mancate promesse” di realizzare le piste ciclabili.