Un equipaggio di incompetenti

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Negligenza del comandante e incompetenza dell’equipaggio”. Sono le dure parole a caldo del messinese Giuseppe Lanzafame, 42 anni, fra i naufraghi della “Concordia, assieme a un’altra trentina dei suoi concittadini. Il gruppo sta bene.

Lanzafame era in vacanza con la moglie e le due figlie di 7 e 14 anni. Lui e la sua famiglia sono stati fra i fortunati che sono riusciti a salire a bordo di una delle scialuppe “in mezzo a un caso inenarrabile, con il personale di bordo che non aveva idea di cosa fare” ha commentato il Lanzafame. “Ho dovuto aiutare uno di loro a calare la scialuppa che ho persino manovrato perchè loro, tutti stranieri, non avevano la minima idea di come si azionava. Allucinante!”. Lanzafame ha una lunga esperienza in mare a bordo di alcune petroliere e conosce bene le procedure da seguire in caso di emergenza, al contrario evidentemente del personale dell’equipaggio che a detta di Lanzafame, non parlava neanche inglese. La sua famiglia sta bene, ha raggiunto la terra ferma dove è stata rifocillata assieme agli altri fortunati; ma c’è stato chi, in preda al panico, si è buttato in mare. Secondo la testimonianza di Lanzafame sarebbero almeno un migliaio le persone che sono finite in acqua.

Un’altra testimonianza arriva da Antonio Pedalà. Anche lui era in vacanza assieme alla moglie, alla figlia di 4 anni, alla suocera e alla sorella col fidanzato. Anche loro sono rimasti tutti incolumi. “Ci trovavamo nella sala ristorante per consumare la cena, quando intorno alle 21.30, abbiamo avvertito un forte scossone e contestualmente il fragore provocato dalla rottura di piatti e bicchieri che cadevano. La nave era ancora in posizione corretta, ma già si iniziava ad avvertire una certa inclinazione. Ci dicevano di mantenere la calma perchè tutto era sotto controllo. Ma i minuti parevano non passare mai mentre io tenevo abbracciati mia figlia e mia moglie. A un certo punto ci è stato detto di andare in cabina, di prendere e indossare i giubbotti salvagente, cosa che abbiamo fatto e quindi ci siamo fiondati verso le scialuppe di salvataggio“.