Usura: assolto Vincenzo Perri

Il pm Luigi Maffia aveva chiesto 3 anni e 8 mesi per Vincenzo Perri, 61 anni, accusato di usura. Ma alla fine il presidente del collegio giudicante del tribunale di Lamezia Terme, Giuseppe Spadaro, ha assolto il Perri “perchè il fatto non sussiste” facendo così prevalere la tesi della difesa che ha sgretolato l’impianto accusatorio.

Le accuse si riferivano a prestiti di somme di denaro con interessi ritenuti usurati. In una prima occasione di una somma di 80.000 euro con interessi del 37% e in una seconda circostanza di un prestito di 30.000 euro con interessi annui del 73%.

Prestiti che Perri avrebbe concesso all’assicuratore Nicola Provenzano ma che invece, secondo l’avvocato Piero Chiodo, difensore del Perri, avrebbe anche “truffato il mio assistito per un investimento di 100.000 euro. Con questa sentenza si restituisce ancora una volta la correttezza e l’onestà di un costruttore stimato“. L’avvocato Chiodo ricorda anche che “si tratta della terza sentenza di assoluzione per usura del mio assistito“.

Non hanno quindi retto le accuse a carico di Vincenzo Perri per il quale i suoi difensori alla fine sono riusciti a dimostrare che il proprio assistito non aveva preteso interessi usurai a fronte dei prestiti. Le vicende facevano riferimento a episodi risalenti agli anni 2004 e 2007.

Perri per questa vicenda, insieme a un commerciante, era finito nei guai al termine di un’indagine della guardia di Finanza di Lamezia che aveva raccolto le testimonianze dell’assicuratore Provenzano che tra l’altro nel corso del dibattimento aveva anche fatto riferimento a un complesso edilizio di Campora San Giovanni realizzato insieme a Perri. Proprio su questo l’avvocato Piero Chiodo ieri sera al termine della lettura della sentenza ha preannunciato una richiesta di risarcimento dnani da parte del suo assistito che quindi è uscito assolto con formula piena.