Vibo Valentia. Dichiarazioni del Presidente della Provincia

Ambiente, dalla diga dell’Angitola melma verde che finisce in mare. De Nisi allerta il Consorzio di bonifica affinché intervenga per impedire il fenomeno

Intervenire per evitare che il fiume Angitola trasporti le acque melmose che provengono dall’omonima diga situata a monte. È quanto chiede il presidente della Provincia Francesco De Nisi, che oggi ha scritto al presidente del Consorzio di bonifica della Piana di San’Eufemia, competente sull’invaso. In particolare, De Nisi illustra i disagi lamentati da residenti e turisti, a causa della melma di natura vegetale che raggiunge la costa dopo essere stata scaricata nel fiume insieme alle acque di colmo della diga. «Un fenomeno che interessa tutta l’area costiera attigua alla foce del fiume – scrive De Nisi – e che impedisce la balneazione nella zona, con ripercussioni negative per il settore turistico e disagi per i residenti». Da qui la richiesta al Consorzio di bonifica, affinché intervenga con tempestività.

Spese dell’Ente, il presidente De Nisi ribadisce al senatore Bevilacqua: «Problemi preesistenti, noi abbiamo avviato una politica virtuosa»

In merito all’intervento, apparso in data odierna sulla stampa locale, del senatore Franco Bevilacqua circa i costi della Provincia, il presidente Francesco De Nisi ribadisce ancora una volta che l’amministrazione ha da tempo avviato una politica volta al contenimento delle spese.

«Abbiamo già avuto modo, e ripetutamente, di chiarire pubblicamente qual è la situazione dell’Ente a questo riguardo. Poiché evidentemente il senatore Bevilacqua, impegnato costantemente a Roma in favore del nostro territorio, non ha avuto modo di apprendere quelle nostre dichiarazioni, volentieri gliele ribadiamo al fine di consentire al massimo rappresentante istituzionale del Vibonese di avere, una volta per tutte, una visione chiara di come stiano effettivamente le cose.

All’indomani del nostro insediamento, nell’aprile 2008, abbiamo dovuto constatare che, per via di scelte effettuate dalle precedenti amministrazioni, il rapporto tra il costo del personale e la popolazione residente era fortemente sbilanciato. Una delle nostre priorità è stata pertanto quella di risanare la situazione abbassando tale rapporto e liberando così risorse da utilizzare per investimenti a favore del territorio. Il risanamento si è sostanziato, tra l’altro, con la mancata sostituzione del personale che in questi tre anni è andato in pensione e con la cessazione del rapporto, imposta dalle vigenti normative, con circa 220 lavoratori precari. I dipendenti a tempo indeterminato dell’Ente sono già passati, dunque, da 481 unità del 2008 a 409 del 2011.

Il senatore Bevilacqua, da attento ed esperto politico qual è grazie all’esperienza di ben quattro legislature, sa bene che le conseguenze di una spesa sono immediate, mentre molto meno lo sono quelle di una politica di risanamento, i cui benefici effetti hanno bisogno di tempo per concretizzarsi. Un tempo che, oltretutto, si allunga ulteriormente in conseguenza dei forsennati tagli che questo governo, sostenuto anche dal senatore Bevilacqua, ha operato e continua imperterrito ad operare sui trasferimenti agli enti locali, tagli di cui egli, nel suo intervento di oggi sulla stampa, dimostra di non essersi ancora accorto. È questa l’unica spiegazione possibile del fatto che da lui non siano giunte parole critiche verso questa politica del governo che sta penalizzando non poco gli Enti locali, soprattutto del sud Italia.

Rimane pertanto il sincero rammarico per il fatto che un alto esponente istituzionale utilizzi una non-notizia (visto che al riguardo avevamo già dato ampie spiegazioni) per una polemica dal chiaro sapore strumentale».