A Vibo Valentia evasione per oltre 40 milioni

Scoperti a Vibo 21 evasori. Il maggiore è la società di call center Soft4web. Fra le contestazioni quella di aver aggirato il fisco con acquisti inesistenti e omesse dichiarazioni.

Un’operazione i cui numeri fanno riflettere e molto in tempi di crisi economica e di problemi a reperire fondi per il rilancio dell’attività pubblica. Quella della Guardia di Finanza di Vibo, infatti, è stata un’attività notevole che complessivamente ha portato alla scoperta di 21 evasori totali per un totale di evasione paria 42 milioni di euro (35 relativi a imposte dirette e 7 collegati a infrazioni dell’Iva). I due maggiori casi di evasione sono connessi alla società Soft4web srl (già nota alle cronache per la vicenda dei call center di Vibo collegati a quelli di Catanzaro gestiti, questi ultimi, dalla società Phonemedia), e ad un distributore di benzina del capoluogo che non avrebbe presentato dichiarazioni dei redditi e Iva per complessivi 17 milioni di euro «risultando per il fisco un semplice pensionato» .

A finire nell’occhio del ciclone denunciati a piede libero sono C. B., nato a Catanzaro i121/01/1974 , nella sua qualità di rappresentante legale pro-tempore della Soft4Web che ha presentato le dichiarazioni Ires dei periodi d’imposta 2006 e 2007 e la dichiarazione Iva del periodo d’imposta 2006; G. C., nato a Genova il 25/04/1960 ed E. T., nato a Torino il 28/04/1954 nella loro qualità di amministratori di fatto della Soft4Web. L’accusa è “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici perché, al fine di evadere le imposte sui redditi, sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l’accertamento, hanno indicato elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni annuali Ires 2006 e 2007», e «dichiarazione infedele perché, al fine di evadere l’Iva, hanno indicato costi non documentati nella dichiarazione Iva 2006».

 

Inoltre, nel 2008 la Soft4Web, «pur avendo presentato le relative dichiarazioni, ha omesso di dichiarare ricavi per 5.098.683 euro nella dichiarazione annuale Ires e operazioni imponibili per 3.837.873,07 euro, la cui Iva esigibile è pari a 767.574,61 euro, nella dichiarazione annuale Iva».

Pur riservandosi di approfondire i dati, i militari della Gdf aggiungono che per il 2009 « la Soft4Web non ha presentato dichiarazioni», omettendo «di dichiarare ricavi per 4.141.016,16 euro, ai fini Ires; operazioni imponibili per 4.349.646,30 euro, la cui Iva esigibile è pari ad 869.929,26 euro ai fini Iva». I finanzieri hanno poi rimarcato come «la Soft4Web risulta proprietaria esclusivamente di beni mobili, accuratamente elencati nell’inventario redatto il 13 aprile 2010 dal Tribunale di Vibo, nell’ambito di procedura concorsuale».

In sostanza, dunque, «la Soft4Web è risultata fare parte di un’associazione a delinquere finalizzata all’indebita percezione di contributi pubblici». Nello specifico «il progetto delinquenziale – affermano i finanziari – è stato portato a termine attraverso diverse società di capitali, una delle quali di Catania, grazie a falsi acquisti di beni di provenienza non nazionale. I numerosi riscontri acquisiti hanno permesso di rilevare che gli amministratori di fatto delle imprese coinvolte, per ottenere illecitamente i contributi previsti dalla Legge 488/1992, hanno fatto ricorso a fatture per operazioni inesistenti, intestando le stesse ad aziende non residenti, formalmente esistenti. Il contributo in conto impianti indebitamente percepito dalla società è risultato pari a 7.618.350 euro di cui 6.189.403 euro incassati. Le fatture per operazioni inesistenti utilizzate dalla Soft4Web per ottenere illecitamente il contributo ammontano complessivamente a 20.695.000 euro e risultano emesse – concludono – esclusivamente dalla Vivo bio tech global limited cli Dublino».