Aprile 16, 2024

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Cuba domina l’area statistica nei classici mondiali

Cuba domina l’area statistica nei classici mondiali

La mancanza di un titolo o di una proprietà condivisa del sistema non impedisce ai predicatori dell’isola caraibica di guidare alcune delle sezioni più importanti del gioco, dopo aver calcolato le statistiche delle quattro edizioni organizzate.

Indiscutibilmente l’outfielder – ancora attivo – Frederick Cepeda è diventato un eroe speciale, grazie ai suoi regni in colpi (32), RBI (23) e punti segnati (19), così come nei doppi, a pari merito con il canadese Justin Morneau (otto).

Numeri come questi fanno di Cepeda il battitore più stabile nella storia dell’Home Nations Championship, motivo per cui i suoi seguaci rimpiangono ancora di non averlo inserito nella rosa maggiore delle Antille per l’appuntamento in programma l’8 marzo.

L’isola assume importanza anche con il predominio di Yoenis Céspedes (tre) nei tripli e Alfredo Despaigne (sette) nei fuoricampo, entrambi ex stelle dei campionati maggiori americani e del circuito professionistico giapponese, in quest’ordine.

A 36 anni, Despain, attuale capitano della nazionale cubana, cercherà di riaffermarsi in cima alla lista, avendo ottenuto una vittoria casalinga nel 2009, tre nel 2013 e altrettante nel 2017. Tuttavia, prenderà il titolo dell’avversario Miguel Cabrera (Venezuela), secondo a pari merito con sei, insieme allo stesso Cepeda.

Nel frattempo, Céspedes, ex giocatore di Oakland Athletics, Boston Red Sox, Detroit Tigers e New York Mets, tornerà in campo dopo un infortunio che lo ha colpito al termine della stagione 2022-2023 della Dominican League.

I suoi tre contatti sono arrivati ​​tutti nel 2009, ed è stato seguito dai venezuelani Gregor Blanco e Andy Chavez, Akinori Iwamura (Giappone), Gift Ngoebe (Sud Africa) e Jimmy Rollins (USA), a due pro capite.

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Ai cubani mancano le tradizionali statistiche offensive come partite giocate e tempi di battuta, in cui brilla di luce propria un altro eroe latino: il portoricano Carlos Beltrán (28-95).

Per quanto riguarda le basi rubate, il comando è condiviso da tre vetture: il giapponese Tsuyoshi Nishioka, il connazionale e futuro Hall of Famer Ichiro Suzuki, e l’americano Jimmy Rollins con cinque vetture.

Secondo i dati ufficiali del torneo, tutte le “truffe” fatte da Nishioka nel 2006 – un record assoluto – sono state, mentre Beltran, Javier Paez (Portorico), Yasuyuki Kataoka (Giappone) e Randolph Oduber (Olanda) ne hanno avute quattro ciascuno.

Un nome fa girare la testa quando si tratta di merchandising: Daisuke Matsuzaka. I giapponesi sono in testa nelle aperture di box (sei) – a pari merito con il dominicano Edelson Volques – e colpi (sei) e strikeout (23).

In particolare, il suo connazionale Yu Darvish (20), attuale lanciatore dei San Diego Padres, ha l’opportunità di passare in vantaggio, perché sarà uno dei titolari del suo paese nella prossima edizione. Vólquez offriva ancora venti ritiri per scioperi.

Cuba sta ancora una volta guadagnando terreno in termini di media punti guadagnati, con un quarto che ricorda ancora la prestazione dell’esterno destro Yadel Marti (0,00 in 12,2 inning) nell’edizione costitutiva del rispettivo torneo, sebbene l’efficacia dipenda dagli inning e dal numero di cadute.

Nel frattempo, il veterano dominicano Fernando Rodney guida le parate, dopo la sua prestazione stellare nel 2013, quando ne fece sette. Fernando Cabrera (Porto Rico) e Francisco Rodriguez (Venezuela) sono seguiti da cinque giocatori ciascuno.

jf/jdg