Al comune di Reggio Calabria compare l’avviso che svela un altro effetto del maxidebito dell’ente: Stipendi in forse

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Reali, realissimi, sono invece i debiti con le società partecipate, i decreti ingiuntivi, i pignoramenti, e anticipazioni di cassa selvagge, i servizi erogati senza copertura finanziaria e – non ultimo – il mancato pagamento di oltre 20 milioni di contributi ai dipendenti comunali stessi, che ora, come effetto del maxidebito accumulato, vedono a rischio addirittura il proprio stipendio.
Nel silenzio assordante di chi per anni ha gestito i conti pubblici e che quindi potrebbe spiegare cosa si sia inceppato nel sistema Comune, tanto da intaccare una spesa fissa, come quella del personale, ecco finalmente reagire almeno l’opposizione.
«Le cifre della situazione finanziaria del Comune di Reggio Calabria, per come documentate in maniera inequivoca dalla pronuncia della Corte dei Conti si presentano in tutta la loro drammaticità», esordisce il Partito democratico a mezzo di una nota inviata dal coordinatore provinciale.
«Ancora una volta – continua la nota – viene certificato in modo evidente da un organo terzo» che la situazione di «pesante crisi» è stata determinata «da sprechi, clientele e per la dilapidazione delle casse comunali lasciate in condizioni disastrose» .
Il Pd, allora, manifesta il proprio «sostegno» ai commissari, affinché il dissesto sia scongiurato». Ma siamo sicuri che tutto il partito sia compatto su questa linea? I renziani, per esempio, dicono che il dissesto «non è contro la città, ma a garanzia del cittadino».
La verità è che la questione è aperta. A Reggio, infatti, l’opinione pubblica si divide nettamente tra chi pensa che la dichiarazione di default sia inevitabile e persino salvifica per la pulizia della classe dirigente che si porta dietro e chi, invece – imprese e commercio – teme per ripercussioni ancor più gravi in tutti i settori del tessuto sociale e produttivo. (Il quotidiano della Calabria – R.aq)