Andrea Scanzi a Lamezia Terme “Con i piedi ben piantati sulle nuvole”

LAMEZIA TERME – È il nuovo romanzo del giornalista, opinionista e scrittore Andrea Scanzi, un libro che parla di amore, di rispetto, di passione smisurata e di tanta ammirazione per la nostra nazione, ma anche un modo per “denunciare” quelle difficoltà che l’Italia vive in questo periodo storico. La presentazione è avvenuta lo scorso 7 settembre in una delle sale della suggestiva location del Caffè letterario Chiostro, presso il complesso monumentale Chiostro di S. Domenico a Lamezia terme in collaborazione con lo stesso caffè letterario. L’evento è stato fortemente voluto dall’instancabile e sempre attendo alla nostra città, Gioacchino Tavella che ravviva i pomeriggi lametini regalandoci momenti letterari di alto spessore. Un “diario di bordo” quello di Scanzi in cui Tornano i luoghi nascosti, sospesi fuori dal tempo e affascinanti nella loro apparente clandestinità, come certi lati B dei vecchi 45 giri. Tornano i paesaggi a strapiombo, con l’abisso giusto sotto, per ricordarci quanto sia tutto dannatamente labile. La tavola, la convivialità. Il ricordo di chi non c’è più. Torna la ribellione. Torna la natura incontaminata, o quel che ne resta. E torna spesso la purezza meravigliosamente amorale degli animali, col loro sguardo sempre interrogativo sul mondo. Un po’ come dovrebbe essere il nostro.”A volte la scintilla che fa nascere un racconto è un paesaggio, a volte una persona; il mare di Fano riporta la mente all’infanzia, un viticoltore veneto diventa il Drugo del Grande Lebowski, un canguro wallaby sull’Isola dei Cipressi ci fa riflettere sulla condizione umana. Dalla bellezza di un tramonto ragusano arriviamo alle Langhe di Fenoglio, dalla Romagna di Marco Pantani a Eric Fletcher, padre di Roger Waters, morto in Italia durante la Seconda guerra mondiale. In questo libro geniale e pungente, tra diario di bordo, commento politico e satira di costume, Scanzi trae spunto dal materiale raccolto nei suoi viaggi per dipingere un ritratto corale – e in tempo reale – dell’Italia di oggi, della sua provincia, dei suoi cliché, del sogno di una vera ripartenza. Alla domanda della moderatrice Maria Chiara Casruso “Che cosa sognano le nuvole” Scanzi si rivolge con fare grato per tale domanda, affermando che le nuvole credono a ciò che vogliono, credono in un mondo migliore senza differenze alcune o se ci sono che siano intelligenti, credono in un paese fatto di buone regole e di meritocrazia, credono nell’onestà, nei musei aperti sempre, nelle biblioteche affollate di gente, credono che ci sia una speranza lavorativa per i ragazzi laureati e non, credono che il mondo sia fatto di sfumature e vanno colte e che i cittadini hanno una forte responsabilità verso la propria realtà.

Maria Chiara Caruso