Belmonte Calabro, “Con il teatro non si mangia”: il 16 giugno in scena Giuseppe Semeraro con “Due parole in croce”

BELMONTE CALABRO – Giuseppe Semeraro con Due parole in croce, un rito teatrale che attraverso la poesia mette insieme il corpo e la parola, all’Ex Convento di Belmonte Calabro all’interno della rassegna “con il teatro non si mangia”, venerdì 16 giugno, ore 20.30

Due parole in croce, di e con Giuseppe Semeraro della compagnia Principio Attivo Teatro, è un rito teatrale che attraverso la poesia mette insieme corpo attoriale e corpo intimo della parola. I testi, tutti originali, sono come dei racconti in versi, dei piccoli cortocircuiti del quotidiano.
“Cerco di prendere la parola poetica e accompagnarla in una visione, in un quadro scenico, cerco di incarnare le mie parole con la mia vita e con quel poco che è la vita, mi metto davanti al pubblico nella mia più assurda nudità. Voglio che la poesia esca dal suo guscio e incontri il pubblico parlando alla gente in maniera diretta per guardarla negli occhi nel momento in cui la parola diventa il luogo di quell’incontro”.
Musiche dal vivo eseguite da Leone Marco Bartolo, cantautore e musicista che spesso diventa il motore e anima dello spettacolo.

Giuseppe Semeraro è co-fondatore nel 2007 della compagnia Principio Attivo Teatro, con cui realizza diversi spettacoli come regista e attore tra cui, Storia di un uomo e della sua ombra (2009), La bicicletta rossa (2011), Opera Nazionale Combattenti (2015).
È attore e ideatore dello spettacolo, “Digiunando davanti al mare”, ispirato alla figura del poeta Danilo Dolci. Come attore ha lavorato con il Teatro della Valdoca nello spettacolo Parsifal (1999) e con Danio Manfredini negli spettacoli, Cinema Cielo (2003), Il sacro segno dei mostri (2007), Amleto (2013). Tra le sue pubblicazioni Nomi d’angela (Argonauti 1999), Cantica del lupo (Besa 2004), Convalescenza di un poeta (2014).
La rassegna, giunta alla terza edizione, “con il Teatro non si mangia” e dedicata ai nuovi codici del teatro, ideata da Paola Scialis e Stefano Cuzzocrea, riprende e rilancia sotto forma di domanda l’utilità del teatro, il suo essere necessario, ma è anche porre in azione nuove modalità di fruizione e di audience development si svolge negli spazi dell’Ex Convento, spazio che ha saputo rigenerarsi e diventando luogo di accoglienza per residenze creative e che vuole diventare uno spazio teatrale. La scelta dei tre spettacoli traccia un percorso che dal teatro ci conduce al teatro-circo. Vogliamo mostrare le nuove possibilità di messa in scena, indagare i nuovi codici di rappresentazione.