Belmonte Calabro, “Con il teatro non si mangia”: il 19 maggio Scena Verticale con “Masculu e fìammina” di Saverio La Ruina

BELMONTE CALABRO – La compagnia Scena Verticale con “Masculu e fìammina” di Saverio La Ruina, venerdì 19 maggio, alle ore 20.30, sarà all’Ex Convento di Belmonte Calabro all’interno della rassegna “Con il teatro non si mangia”.

L’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive.

Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo “Statti attìantu”. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza.

E affiorano memorie e coscienze di momenti anche belli, nel figlio, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità, un benessere che però invariabilmente si rivelava effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni, destini non facili, rotture drammatiche.

Nei riguardi di quella madre, pur così affettuosa e misteriosamente comprensiva, si percepisce comunque qualche rammarico, qualche mancata armonia. Ma tutto è moderato, è fatalistico, è contemplativo.

In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire.

Il primo reading in fieri è stato presentato a settembre 2015 nell’ambito del festival Garofano Verde di Roma.

Saverio La Ruina è tra gli attori più premiati della scena italiana (ultimo il Premio Ubu 2012 per Italianesi). Dallo spettacolo che l’ha rivelato, Dissonorata, a quello che ha confermato il suo talento, La borto, con pochi elementi scenici – un abito, due ciabatte, una sedia – riesce a dare vita a personaggi femminili indimenticabili. Donne del sud, offese, ferite ma orgogliose. Con il lavoro precedente, Polvere, sposta l’attenzione sull’uomo, essendo la violenza sulle donne soprattutto un problema degli uomini.

La rassegna, giunta alla terza edizione, “con il Teatro non si mangia” e dedicata ai nuovi codici del teatro,  ideata da Paola Scialis e Stefano Cuzzocrea, riprende e rilancia sotto forma di domanda l’utilità del teatro, il suo essere necessario, ma è anche porre in azione nuove modalità di fruizione e di audience development  si svolge negli spazi dell’Ex Convento, spazio che ha saputo rigenerarsi e diventando luogo di accoglienza per residenze creative e che vuole diventare uno spazio teatrale. La scelta dei tre spettacoli traccia un percorso che dal teatro ci conduce al teatro-circo. Vogliamo mostrare le nuove possibilità di messa in scena, indagare i nuovi codici di rappresentazione.