Lamezia, il Santo Rosario accompagna le famiglie della Parrocchia del Carmine

LAMEZIA TERME – “Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova e ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale. Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto”. Con queste toccanti parole, dal forte sapore autobiografico, scritte nella Lettera Apostolica dedicata al santo Rosario dal compianto Pontefice San Giovanni Paolo II, i parroci della Beata Vergine del Carmine di Lamezia Terme don Gigi Iuliano e don Pino Latelli insieme al vice don Francesco Bellomo, dopo la riuscita e partecipata festa in onore di San Biagio, hanno invitato nuovamente la comunità del Carmine a riprendere il cammino di fede raccogliendosi in preghiera con la consolidata e bella tradizione della recita del santo Rosario nelle case delle famiglie della parrocchia. L’encomiabile iniziativa ha preso l’avvio qualche anno addietro con la costituzione di quattro centri di preghiera strategicamente collocati nel territorio parrocchiale e guidati dai parroci coadiuvati da volontari laici. Gli incontri di preghiera con la recita del Santo Rosario meditato, quattro per ogni mese, che si tengono principalmente nelle abitazioni in cui si trovano persone ammalate, sono sempre molto frequentati e vengono guidati di volta in volta, con spirito di fraternità e di fede, dai gruppi che operano nella parrocchia e precisamente: dal MASCI 4 (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) guidato dal magister Franco Muraca; dalle responsabili del Cenacolo di preghiera di Mamma Natuzza, Tiziana Buffone, Innocenza Martello, Lina Mirabelli e Pina Molinaro; dal Gruppo famiglia parrocchiale guidato da Maria Antonietta D’Onofrio; dalle responsabili del Gruppo missionario Rosetta Cuomo, Teresa Palmieri, Ida Ruberto e Rosanna Strangis e dalle responsabili del Gruppo caritas parrocchiale Marisa Amantea, Luciana Malvezzi e Tilde Belvedere. Gli incontri di preghiera offrono da sempre una buona occasione sia per stare accanto agli ammalati facendo sentire loro la vicinanza e l’affetto dell’intera comunità e sia per richiamare l’importanza e la bellezza della preghiera del santo Rosario da imparare a pregare di più in famiglia e come famiglia.