Il rivoluzionario benestante. Strategie cognitive per sentirsi migliori degli altri di Alessandro Orsini. RUBBETTINO EDITORE

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Il terrorismo rosso ha avuto in Italia profonderadici culturali e ideologiche. Questa è stata unadelle cause principali della sua longevità e dellasua imponenza. Il mito della rivoluzione assolutaha abbagliato uomini e donne di ogni etàe condizione sociale. Dopo aver dedicato un ampiovolume al fenomeno brigatista, l’autore rivolgela sua attenzione a quella cultura“contigua”che fornì, a volte in maniera inconsapevole,un ampio incoraggiamento ideologicoalla violenza politica.Il protagonista di queste pagine è il rivoluzionario-benestante: colui il quale, pur vivendo diagi e di privilegi, odia e disprezza la società sucui ha fondato il proprio benessere materiale.è colui che giustifica moralmente la violenzacome mezzo di lotta politica senza correre rischiin prima persona. è colui che inneggia allarivoluzione senza praticarla. Il rivoluzionariobenestanteincita, ma resta a guardare.Attraverso i classici dell’individualismo metodologico,l’autore si propone di ricostruirel’universo mentale e la condotta di un tipo antropologicoche ha profondamente segnato lastoria dell’Italia repubblicana.

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