Reggio Calabria, Terrazza della Cultura: presentato il volume “Metamorfosi dell’Iconografia nell’arte di Francesco Guadagnuolo”

REGGIO CALABRIA – Venerdì 27 luglio 2018, presso la Terrazza della Cultura (Premio Calogero) via S. Caterina, 56 di Reggio Calabria è stata presentata con grande partecipazione di pubblico la Monografia “Metamorfosi dell’iconografia nell’arte di Francesco Guadagnuolo”, con le poesie di Karol Wojtyla (Edizioni Angelus Novus – Tra 8 & 9, pag. 520), curata da Antonio Gasbarrini e Renato Mammucari. Sono intervenuti l’artista Francesco Guadagnuolo, l’On.le Fortunato Aloi e il Prof. Domenico Ficarra.
Le opere, la storia personale, l’epistolario, la documentazione degli eventi e le conoscenze di personaggi che hanno distinto il cammino di un artista giunto a un dinamico incontro con la cultura, con l’arte europea e d’oltreoceano, costituiscono il contenuto di questo Volume. I lavori originali di
Francesco Guadagnuolo, negli anni, sono divenuti stimolo d’interesse non solo culturale, ma anche sociale. Le tematiche affrontate nella sua attività artistica, infatti, dove poesia, musica, teatro, cinema, scienza, religione, politica, si fondono con la pittura, la scultura e le installazioni mostrano i nodi in cui s’intreccia il vissuto umano e sociale, e stimolano nel profondo i desideri di coloro che si vogliono confrontare con la sua arte. Il pubblico presente ha voluto fare diverse domande all’artista che stimolato da questo entusiasmo, ha risposto alle numerose richieste.
La voluminosa Monografia, racchiude una ‘raccolta di voci’, che fa il punto sulle opere e sul pensiero dell’artista, contribuendo al tempo stesso alla comprensione della vicenda artistico-culturale italiana del Novecento. Saggi critici, storici, sociologici, filosofico-teologici, compongono il volume, si armonizzano in un lessico chiaro ed efficace, capaci di affrontare temi di complessa definizione storico-critica. La figura di Francesco Guadagnuolo viene messa in risalto nei suoi molteplici aspetti, arte e vita s’intrecciano in una forma della realtà umana, in cui fluisce la visione dell’immagine interiore nella costante tensione spirituale fra il bene e il male. Il suo impegno è rivolto all’affermazione forte dei valori e dei diritti umani, in un mondo in cui sono in discussione i principi del vivere civile, nei rapporti tra gli esseri umani e nella perdita di un senso accomunante pur nella pluralità delle prospettive. Così egli dà voce e figura alla problematicità della condizione umana, mirando alla liberazione dal senso d’inquietudine che spesso l’uomo del nostro tempo avverte. I caratteri di questa crisi vengono osservati non nell’intento di una semplice curiosità estetica, bensì per fare della fragilità e della precarietà umana lo snodo della ricerca di un principio etico universale. Ciascun capitolo del libro è impreziosito da una poesia di Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II) in sinergia con le opere di Francesco Guadagnuolo per rivelare all’uomo la verità più complessa che lo riguarda.