Dicembre 4, 2021

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Dibattito costituzionale: gli studiosi condividono le esperienze spagnole e italiane sulla protezione dell’acqua e dell’ambiente

Una giornata dedicata all’ambiente e alla sostenibilità è stato uno dei temi più frequenti nel dibattito politico degli ultimi anni, e il tema principale nell’ambito dell’attuale dibattito costituzionale è la nuova sessione del ciclo di dibattiti “Il processo del volume per la Cile-UE”.

All’evento di questo mercoledì, il dott. Jimena Lasso Vitoria, professore di diritto gestionale presso l’Università di Alcala in Spagna e coordinatore del gruppo di ricerca sugli appalti pubblici verdi, e il dott. Francesco de Leonardis, professore di diritto esecutivo e giustizia amministrativa presso la Università della Maserati e Diritto Ambientale presso l’Università degli Studi di Roma Tray in Italia.

All’evento ha partecipato la dott.ssa Veronica Delgado Schneider, docente di diritto ambientale presso l’Università di Concepcion, che ha moderato l’evento e presieduto una tavola rotonda incentrata sulla conoscenza delle esperienze di Spagna e Italia in questo senso. Ambiente e Sostenibilità, in particolare tre temi fondamentali: Possiamo muoverci verso il cambiamento costituzionale verso un modello di sicurezza migliore? Quali reazioni possono contribuire a riattivare l’economia in modo sostenibile? L’acqua e l’esperienza contribuiscono a ciò che gli europei possono fare?

Il caso della Spagna

L’educatrice Ximena Lazo ha sottolineato che l’istituzione di un ordine costituzionale relativo alle risorse naturali non è solo possibile ma anche necessario e necessario, rendendo l’attuale processo costituzionale cileno un’opportunità invincibile. “Le regole di conservazione delle risorse naturali che garantiscono una gestione razionale, equa e sostenibile devono essere moderatamente riconosciute”, ha affermato, aggiungendo che le regole sono ispirate alla conservazione delle risorse e sono centrate sull’interesse pubblico.

Per quanto riguarda l’acqua, ha portato il caso della Spagna, dove l’acqua trovata è stata dichiarata acqua pubblica, fuori commercio, non soggetta ad acquisizione privata. Come risultato di questo punto di partenza, sono emersi tutta una serie di strumenti, come la gestione integrata dell’acqua nel suo fondamento, senza seguire un approccio politico-amministrativo; Le sue applicazioni nel controllo dell’acqua e nelle apparecchiature tecniche; Stabilire il flusso ambientale; E il controllo delle utenze private che, in ottica ambientale, possono incidere notevolmente sulla qualità e quantità dell’acqua, sotto la responsabilità di un organismo tecnico.

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Ha evidenziato che il sistema, pur funzionando ragionevolmente, ha reciso un legame tra le risorse naturali e lo sviluppo urbano, le cui normative non tengono conto inizialmente dell’aspetto ambientale, ma si concentrano sullo sviluppo economico.

Per quanto riguarda il green deal, l’esperto ritiene che la sua approvazione segni un importante miglioramento, in quanto produce un report che guida i risultati in tutte le linee di collegamento della variabile green, ma arriva con la batteria e la potenza delle regole. Il budget e il piano di investimenti hanno portato allo sviluppo di standard, metodi e strategie in vari campi.

modello italiano

Da parte sua, il professor Francesco de Leonardis ha incentrato la sua presentazione sull’evoluzione costituzionale a livello europeo, in particolare in relazione alla diversità ambientale in relazione all’Italia. Ha sottolineato che l’esistenza di disposizioni costituzionali relative alla protezione ambientale in 21 paesi dell’UE, su un totale di 27 paesi, non è una coincidenza. Tuttavia, sottolinea, non è sempre stato così perché nel secondo dopoguerra non c’era praticamente alcun interesse per la protezione dell’ambiente, e questa non era una priorità all’epoca; La questione sta guadagnando interesse internazionale per molti anni.

Nel caso dell’Italia, il professore spiega che la costituzione del 1948 non fa alcun riferimento all’ambiente, che è stata recepita solo nel 2001, ma implicitamente o – come sottolinea – la necessità di emanare una normativa per “proteggere l’ambiente” tra le autorità federali Stato e comunità autonome stabilendo una “finestra” di potere, che è stata istituita, dando allo stesso tempo alle comunità il potere di legiferare sulla “valutazione” dei beni ambientali. . Spiega che questa situazione verrà sanata solo nel 2021 quest’anno, quindi dopo l’importante magistratura della Corte Costituzionale, il Senato italiano approverà una legge per introdurre una serie di norme esplicitamente richiamate in Costituzione come tutela dell’ambiente.

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Ha proseguito la sua presentazione sull’European Green Agreement, che ha ritenuto “importante” e punto di partenza di tutte le politiche pubbliche con le loro origini, consentendo la ristrutturazione economica di essere il più sostenibile possibile.

Ha concluso la sua presentazione suggerendo alcuni miglioramenti e integrazioni alle attuali disposizioni costituzionali cilene relative alla protezione dell’ambiente, e ha sottolineato che dovrebbero essere considerate non solo le classiche misure di “comando e controllo”, ma anche l’incorporazione di strumenti economici come il Green General Accordo, certificati, una norma sulla responsabilità del produttore, ecc. Questa, a suo avviso, è una vera novità della prospettiva europea.

Discussioni finali

Alla fine della discussione, la dott.ssa Veronica Delgado ha notato il coinvolgimento di entrambi i relatori, osservando che la nuova costituzione cilena sarebbe stata redatta in tutto il mondo per prima dopo l’accordo di Parigi. Ha sostenuto che ciò rappresenta una grande sfida e responsabilità, che ha acceso il dibattito tra i due accademici per quanto riguarda l’incorporazione di principi costituzionali come il North American Public Trust oi diritti della natura al costituzionalismo latinoamericano.

La delegazione dell’UE in Cile, in collaborazione con il Centro di interfaccia per i programmi di diritto, economia e affari dell’Università del Cile, ha organizzato un ciclo di discussioni su “Contrappunti al processo costituente Cile-UE”. Future Center Studies presso l’Università di Santiago del Cile, il progetto di ricerca europeo dell’Università Conceptian e il quotidiano El Mostrador.