Benigni al convegno Fiom, elogio ai lavoratori

– Una giornata di grande spettacolo quella di ieri al  parco di Villa Angeletti , a Bologna, per “Tutti in piedi! Entra il ”, organizzato per festeggiare i 110 anni della . Conduttore d’eccezione per la serata, . Ovazione per l’intervento di Roberto Benigni, che con alcune battute ha unito nel suo stile sarcasmo e alcuni passaggi del suo pensiero molto significativi, enfatizzando l’importanza del lavoro nella società moderna.

L’evento si è tenuto ieri, in un venerdì 17, e allora il ne approfitta per una delle sue battute: ” i metalmeccanici a toccare ferro non c’è problema, sono abituati!”. Benigni cita Rimbaud, in una sua celebre opera “il fabbro”: “tutti coloro la cui schiena è arsa da un sole feroce e che vanno con la fronte che scoppia in un lavoro infame, giù il cappello, questi sono i veri uomini”.

Benigni poi sottolinea il ruolo dei e le conquiste in momenti ancor più difficili di quello che stiamo vivendo: “le condizioni ottocentesche erano terrificanti e il sindacato quante cose belle ha fatto. Perché il lavoro è il prezzo che tutti noi hanno pagato. Non solo quando lavoriamo modifichiamo, diciamo così, ciò che lavoriamo ma modifichiamo noi stessi – continua il comico – Modifichiamo proprio noi stessi”. “Non c’è solo la ricompensa della paga  ma c’è una ricompensa misteriosa, molto misteriosa, che nessuno ci può togliere: conosciamo noi stessi, diventiamo indipendenti dall’universo intero. E’ un diritto che nessuno ci può togliere”. “Non è una dolorosa necessità ma è un servizio divino. Il diritto al lavoro è una cosa sacra e ogni legge che attenti al lavoro è un sacrilegio, dovrebbe essere”.

“Amare il proprio lavoro dovrebbe essere la base su cui fondare la nostra futura società”, conclude Benigni in una pioggia di applausi scroscianti.