Catricalà, liberalizzazioni non sono più nell’agenda del governo

ROMA – Il presidente dell’ Antonio parla dell’ e dell’importanza delle per ridare slancio alla crescita. Prima di tutto le , iniziate qualche anno fa e poi mai terminate. Catricalà sottolinea il fatto che il provvedimento non rappresenta più una priorità per il governo: “nell’ultimo periodo il processo riformatore si è arrestato e le sono scivolate via dalle priorità dell’agenda politica: l’Autorità ha dovuto denunciare pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, alcune professioni, i trasporti”. Nella relazione annuale dell’antitrust Catricalà sottolinea che “ha dovuto denunciare pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, alcune professioni, i trasporti”. Inoltre, “il primo disegno di legge sulla concorrenza non ha mai visto la luce”.

Sulla concorrenza nel settore bancario, il presidente dell’Antitrust ha confermato che su istituti bancari sospettati di subordinare nei fatti la concessione dei mutui alla sottoscrizione di polizze vita particolarmente costose”. “Ancora attuale – continua Catricalà – è il tema delle reti. Su chi le possiede in esclusiva grava una speciale responsabilità ma i monopolisti danno l’impressione di volerla eludere: un presunto abuso di posizione dominante è stato contestato al gruppo Ferrovie, due a Telecom, due a Poste”.