CRISI: le banche non accettino la dittatura del rating rendendosi complici di agenzie prive di licenza ma si uniscano ad ADUSBEF e FEDERCONSUMATORI nella class action contro S&P.

Le banche declassate da un’agenzia priva di credibilità e della necessaria licenza dell’Esma come Standard & Poor’s, che hanno subito ieri il declassamento,all’indomani del taglio del rating del debito sovrano dell’Italia da A+ ad A, (che pur resta nella fascia alta rispetto ad altri importanti Paesi), tra le quali Intesa Sanpaolo e Mediobanca, con la decisione di cambiare in “negativo” l’outlook sul rating di 15 istituti di credito, primo passo per un possibile successivo ridimensionamento del giudizio, invece di subire uno stillicidio di giudizi prezzolati rendendosi complici della dittatura delle tre sorelle, si uniscano ad Adusbef e Federconsumatori portando in giudizio S&P per i danni inferti ad azionisti e risparmiatori. Poichè nei mesi scorsi, Abi, banche e Governo italiano hanno rassicurato i risparmiatori sulla solidità delle banche italiane,messa in dubbio dal taglio del rating a lungo termine di Mediobanca, Findomestic, Intesa Sanpaolo e delle sue controllate Banca Imi, Cassa Risparmio Bologna e Biis che passano da A+ ad A, mentre il rating della Bnl passa da A+/A-1, con l’outlook per Unicredit che passa a negativo, delle due l’una, o Abi,banche e Governo mentivano, oppure sono complici di Standard & Poor’s e non hanno il coraggio necessario per una inversione di tendenza per chiamare in causa soggetti privati,che decidono i destini del mondo già indagati dalla Procura di Trani per aggiotaggio e manipolazione dei mercati. Adusbef e Federconsumatori, anche per facilitare alle banche declassate gli eventuali contatti, rendono noto che i legali delle due associazioni che stanno preparando le azioni giudiziarie in sede civile contro Standard 6 Poor’s, dove verranno chiamati in causa anche l’Esma (l’autorità di vigilanza europea) e la Consob sono gli avvocati Antonio Tanza (Foro di Lecce); Marisa Costelli (Foro di Milano); Vanna Pizzi e Lucio Golino (Foro di Roma), per portare alla sbarra la cricca del rating e dimostrare i loro giganteschi conflitti di interessi con alcuni Fondi speculativi e banche di affari,che possono agire a colpo sicuro sui mercati, conseguendo enormi guadagni sulla pelle dei piccoli risparmiatori e dei debiti sovrani.