Fincantieri ritira piano licenziamenti

ROMA – Dietrofront di sul piano di chiusura degli stabilimenti. L’annuncio dell’a.d.  Giuseppe è arrivato dopo l’incontro con il ministro dello sviluppo economico  con azienda e sindacati. Il piano industriale è stato presentato ai sindacati soli due settimane fa, provocando l’immediata reazione dei lavoratori e delle parti sociali. Il piano prevedeva la chiusura e il ridimensionamento di diversi stabilimenti, con 2.551 addetti in esuberi.

Il ministro Romani fa sapere che procederanno le trattative nei prossimi giorni e “senza soluzioni condivise non si procederà nel frattempo alla chiusura di nessun cantiere”.

Duro il commento dell’a.d. Boni: “Io sono una persona che si assume le sue responsabilità – ha aggiunto -, ma con gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno. Ritiro il piano e spero che così si possano stemperare le tensioni sociali ed esorcizzare la crisi mondiale”. Boni continua a sottolineare le difficoltà economiche del gruppo auspicando l’arrivo di nuove commesse nei prossimi mesi:  “ non ci sono ricette miracolose, auspichiamo che da domani possano arrivare navi in quantità”.

Romani dichiara di aver apprezzato il passo indietro di Fincantieri e annuncia che il governo si occuperà di facilitare incontri tra l’azienda e le singole Regioni dove sono presenti le singole unità produttive per trovare soluzioni compatibili rispetto alle attuali difficoltà del gruppo.

L’amministratore delegato di Fincantieri commenta che la decisione “dimostra come l’azienda, anche in un momento difficilissimo come quello attuale, continua con grande determinazione la sua battaglia su un mercato particolarmente depresso per acquisire gli ordini che si prospettano, mantenendo così la propria leadership mondiale”.