Fmi su economia Italia, nel 2011 bassa crescita trainata da esportazioni

Il Fmi torna a parlare dell’Italia, analizzando la situazione economica e finanziaria dopo le recenti speculazioni che hanno colpito il debito pubblico italiano, il cui spread rispetto al Bund ha raggiunto livelli record.

In particolare, sulle prospettive per il 2011, il Fondo parla di “una modesta ripresa trainata dalle esportazioni, che porterà nel 2011 ad una crescita del Pil dell’1%”. Si tratta di una “crescita limitata da ostacoli strutturali a lungo termine”.

Sul deficit, il Fmi parla di un livello al 4,1%, mentre il debito pubblico si attesterà al 120,6% del Pil. Tra i fattori che influenzano negativamente la crescita le ”disparità regionali, un carico fiscale pesante e distorsivo e le inefficienze del settore pubblico”.

Per il Fmi fondamentale attuare le riforme strutturali necessarie a rilanciare il mercato del lavoro, l’attività industriale e della pubblica amministrazione. Sugli obiettivi annunciati da Tremonti, di portare il deficit sotto il 3% entro il 2012 e allo 0% entro il 2014 sono credibili, ma è necessario che venga portata avanti l’azione di “risanamento di bilancio per ridurre l’elevato debito pubblico, mantenere stabile il settore finanziario, rafforzare il potenziale di crescita con riforme strutturali”.