Marchionne: “Fiat rimane in Italia. Non abbiamo alcuna intenzione di spostare il quartiere generale. Non per quest’anno”.

TORINO – Sergio torna in Italia dopo gli scroscianti applausi ricevuti negli States, per aver portato all’opera il piano di salvataggio della . Il gruppo automobilistico canadese, durante la fase più acuta della crisi finanziaria fu portato in salvo dal manager italo-canadese, mentre prendeva sempre più piede l’ipotesi della bancarotta.

Chrysler da allora ha fatto passi da gigante e è arrivata a detenerne il 52%. A sorprendere il governo Usa, il rimborso con ben due anni di anticipo dei fondi pubblici ricevuti. Un’operazione che ha consentito a Fiat un risparmio di 300 milioni di dollari in interessi e una maggior visibilità internazionale.

A questo punto, il principale interrogativo per gli addetti ai lavori e se verrà effettuata una fusione tra Fiat e Chrysler, ed in tal caso dove verrà localizzato il quartier generale. Torino o Detroit? Nei mesi scorsi Marchionne aveva fortemente criticato la condotta economica italiana, accusando il governo e di non sentirsi adeguatamente rappresentato e di non ricevere il giusto sostegno. Da li una serie di botta e risposta tra le parti, finite con un gelo reciproco.

Ieri però sia Marchionne che Elkann hanno precisato di non avere in ipotesi quella di trasferirsi in Usa: “non abbiamo alcuna intenzione di spostare il quartiere generale non è una non una priorità quest’anno. La vera questione  è lavorare sulla ledearship e l’integrazione tra Fiat e Chrysler, precisa Marchionne.

Anche il presidente Elkann conferma le dichiarazioni di Marchionne: “la presenza in Italia è importante,  non c’è il rischio di un ridimensionamento di Fiat in Italia. Anzi tniamo conto che l’investimento di Mirafiori non si sarebbe potuto fare se non ci fosse la prospettiva dei mercati nei quali oggi riusciamo anche ad essere presenti”.