Morelli: “l’Italia non è un Paese per giovani, ma l’obiettivo è diventarlo”

“L’ non è un Paese per , ma l’obiettivo è diventarlo”,  il neo eletto presidente dei giovani industriali Jacopo ha presentato le proprie proposte per rilanciare il ruolo dei giovani nel . Sono necessarie strutturali, come portare l’età pensionabile a 70 anni, ridurre la pressione fiscale sui giovani, incentivando l’assunzioni da parte delle imprese.

Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat sul mercato del lavoro, hanno evidenziato che a soffrire sono soprattutto i giovani e le donne. “Se la disoccupazione giovanile è in crescita  abbattere l‘Irap sulle start up incentiverebbe l’imprenditorialità giovane come scelta di vita. Dobbiamo farlo subito, senza attendere l’entrata in vigore del federalismo fiscale”. Questa è l’idea di Morelli.

Il presidente Morelli, sottolinea poi che soltanto riqualificando i giovani nella società sarà possibile ottenere una “robusta crescita economica. L’Italia non è un Paese per giovani, ma l’obiettivo è diventarlo, nulla è più irresponsabile che sprecare una generazione”.

“Non ci arrendiamo dinanzi alle difficoltà e non ci rassegniamo – aggiunge Morelli – perché abbiamo le capacità per affrontare e vincere le grandi battaglie di un mondo globale”.

La sfida per l’Italia “è avere i giovani come i veri protagonisti. Stiamo sacrificando, sull’altare dei diritti acquisiti, i diritti delle nuove generazioni: un lavoro meglio remunerato, un’istruzione al passo con i tempi, una prospettiva di crescita personale e professionale. Stiamo difendendo disparità di trattamento, non giustificabili nè sul piano etico, nè su quello dell’efficienza e della competitività, dimenticando gli equilibri tra le generazioni e lo scambio, consapevole, dall’una all’altra”.