Pensioni: giovani lontani da previdenza complementare. Dati allarmanti

Gli ultimi dati presentati, evidenziano chiaramente che non c’è da parte dei giovani una piena comprensione dell’importanza di programmare il proprio futuro, ricorrendo alla previdenza integrativa. A sostenerlo, e senza mezzi termini il presidente dell’ Antonio : “l’Inps puo’ e sta svolgendo un ruolo con le parti sociali, ma la soluzione non può essere il 23% delle persone che aderiscono al fondo complementare”.

“E’ allarmante la percentuale di iscritti al fondo di in Italia, rispetto al 91% di iscritti negli altri paesi europei” – continua il presidente Matropasqua – “se la promozione di questi strumenti non funziona  qualcosa va fatto: non so se la soluzione sia portare il fondo all’Inps, non spetta a me la decisione, ma e’ evidente che il mercato non sta rispondendo alla proposta”.

Il problema cruciale è che le pensioni che domani prenderanno i giovani a fine mese saranno molto basse e non consentiranno loro di mantenere un adeguata stile di vita. Eppure non mancano le opportunità. Sono diverse le opportunità di investimento e i rendimenti nell’ultimo periodo si sono fatti anche ben apprezzare. I costi sono molto bassi rispetto a tutte  le altre tipologie di fondo e la tassazione favorevole. Nonostante tutto solo il 27% dei lavoratori decide di aderire.

Le motivazioni secondo il rapporto sono in primis la mancanza di fondi da versare e poi la scarsa fiducia verso il sistema finanziario. Ci sono inoltre problemi di carattere culturale e un mancato senso di responsabilità da parte dei giovani che vedono lontana la vecchiaia.