Maggio 19, 2024

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L'80% delle app di appuntamenti condivide o vende le informazioni personali dei propri utenti per scopi pubblicitari

L'80% delle app di appuntamenti condivide o vende le informazioni personali dei propri utenti per scopi pubblicitari

La protezione della privacy nelle app di appuntamenti è stata oggetto di uno studio approfondito condotto dalla Mozilla Foundation, che ha rivelato risultati preoccupanti sulla gestione dei dati personali attraverso queste piattaforme. Secondo il rapporto, l'80% di queste applicazioni hanno la capacità di condividere o vendere le informazioni personali degli utenti per scopi pubblicitari, sollevando serie preoccupazioni sulla sicurezza e sulla privacy online.

Delle 25 app di appuntamenti analizzate solo tre hanno ottenuto un punteggio soddisfacente in termini di protezione dei dati e privacy: Lex, eHarmony e Happn. Tuttavia, anche queste piattaforme, sebbene migliori di altre, hanno ancora margini di miglioramento in termini di protezione delle informazioni personali degli utenti. D'altra parte, alcune app come Lovoo non hanno una politica sulla privacy in alcune lingue, il che solleva interrogativi su come queste piattaforme gestiscono e proteggono i dati dei propri utenti in diverse regioni.

Lo studio ha rivelato che le app di appuntamenti possono richiedere un’ampia gamma di informazioni personali, oltre a quelle di base come nome ed età. Alcune di queste piattaforme pongono domande su credenze religiose, preferenze politiche e persino dati biometrici, sollevando interrogativi sulla reale necessità di tali informazioni e su come vengono utilizzate.

Inoltre, è stato dimostrato che molte di queste app non sono trasparenti per quanto riguarda l’utilizzo e la condivisione dei dati. Ad esempio, sebbene Tinder affermi di poter accedere alla posizione geografica di un utente solo con il suo consenso, in realtà ha bisogno di queste informazioni per funzionare correttamente, sollevando preoccupazioni sull'accuratezza delle politiche sulla privacy dichiarate da queste piattaforme.

L’aspetto preoccupante è che il 52% delle app studiate ha avuto una storia negativa a causa di una violazione o fuga di dati negli ultimi tre anni. Questi incidenti hanno avuto gravi conseguenze, come la divulgazione dei dati sulla posizione dell’utente di Grindr a terzi, sollevando gravi preoccupazioni sulla sicurezza e la riservatezza dei dati dell’utente.

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Anche l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) in queste app è motivo di preoccupazione, poiché alcuni hanno riscontrato problemi con le loro proposte. Ad esempio, OkCupid è stato esaminato dalla Federal Trade Commission degli Stati Uniti per una disposizione che consentiva la formazione sul software di riconoscimento facciale senza il consenso degli utenti. Inoltre, l’attenzione di aziende come Match Group e Spark Network, che possiedono più app di appuntamenti, solleva interrogativi su come i dati personali vengono condivisi tra queste piattaforme e su come viene protetta la privacy degli utenti in questo contesto.

Nonostante queste sfide, il rapporto evidenzia alcune pratiche positive, come la rinascita degli pseudonimi in alcune app, consentendo agli utenti di mantenere un certo grado di anonimato online.

Questo non è il primo studio a sollevare problemi di privacy sulle app di appuntamenti. Studi precedenti hanno rivelato pratiche problematiche, come la condivisione di informazioni sensibili, compreso lo stato di salute degli utenti, con terze parti senza il loro consenso.

Per mantenere privati ​​i propri dati, la Mozilla Foundation consiglia agli utenti di trattare i propri profili di appuntamenti come farebbero su una piattaforma professionale come LinkedIn, pubblicando solo le informazioni che desiderano pubblicare ed evitando di collegare i propri account di social media ai propri profili. Suggeriscono inoltre di limitare le autorizzazioni delle app e di rivedere le politiche sulla privacy prima di condividere qualsiasi informazione personale.

Lo studio della Mozilla Foundation evidenzia crescenti preoccupazioni sulla privacy nelle app di appuntamenti e sottolinea la necessità di maggiore trasparenza e protezione dei dati attraverso queste piattaforme per garantire la sicurezza e la privacy degli utenti online.

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