Gennaio 19, 2022

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L’aumento dei costi energetici sta interessando la filiera agroalimentare in Italia

Per il più importante sindacato dei contadini diretti in Italia e in Europa, con quasi due milioni di iscritti, riduce il potere d’acquisto dei cittadini e delle famiglie e aumenta le bollette ei costi aziendali, soprattutto con l’avvento dell’agroalimentare. D’inverno.

In un articolo sulla sua pagina Coldiretti.it, l’organizzazione ha affermato che gli agricoltori sono stati costretti ad affrontare un aumento fino al 50% del prezzo del carburante diesel necessario per la coltivazione, la semina e varie altre attività come la semina e la concimazione.

Inoltre, ha osservato, l’aumento del prezzo del gas utilizzato nella produzione di fertilizzanti ha fatto salire anche il prezzo di quella merce, indicando un aumento dell’urea da 350 euro a 850 euro, ovvero 143 euro. Per cento.

La stessa cosa è successa con il fosfato di ammonio, che è passato da 350 a 700 euro per tonnellata, mentre i prodotti di estrazione come il perfosfato minerale sono aumentati del 65 per cento, mentre i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio non sono stati esentati dal caricamento.

L’alimentazione per il bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi, così come il costo dell’essiccazione del foraggio, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio sono uguali, quindi si registrano anche preoccupanti ritardi nella fornitura.

Goldretty ha avvertito che un tale aumento del listino lungo tutta la catena di produzione ridurrebbe i costi di produzione di legno per contenitori, plastica, acciaio, vetro e pannelli, trasporto e carta per etichette di prodotti con uguale forza.

La federazione ha evidenziato la necessità di creare accordi tra agricoltura, industria e distribuzione, che assicurino una più equa distribuzione del valore per salvare fattorie e stalle.

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Nomisma Energia, società di ricerca indipendente nei settori dell’energia e dell’ambiente, stima che senza l’intervento del governo, il 61 per cento per il gas e il 45 per cento per l’elettricità sarebbe in media di 200.1.200 da gennaio a marzo. Costo annuo per famiglia.

Intanto il Codacons, coordinatore delle Associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori dei consumatori, ha affermato che l’aumento delle tariffe di luce e gas manterrebbe l’inflazione al tre per cento per tutto il 2022, mentre i derivati ​​di costo per gli italiani sarebbero in media pari a 1.197 euro. Anno per una famiglia.

Si tratta, secondo l’azienda, di una situazione molto pericolosa perché, di fronte alle prossime ondate di aumento dei prezzi, le famiglie arrecheranno gravi danni all’economia nazionale attraverso l’accordo sui consumi.

mem/smp