Novembre 27, 2021

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L’esule cubano Tania Bruguera vince il Premio Velasquez

Aggiunge la giuria: “Si valuta la sua revisione delle modalità dell’arte comportamentale che coinvolgono le dinamiche di coinvolgimento e messa in discussione dei modi tradizionali di comportarsi nei luoghi pubblici”. Il montepremi è di 100.000 euro.

Per Bruguera (L’Avana, 1968) il sapore del premio è duplice: “Si tratta – afferma – di un colpo al regime cubano”. Ha spiegato in un’intervista telefonica a Effie che il premio è un riconoscimento alla sua carriera, ma anche a tutti gli artisti cubani che “nonostante l’oppressione e gli abusi”, continuano a lavorare “onestamente e pensano nell’interesse del popolo cubano”.

Bruguera, che si è esibito alla Turbine Hall della Tate o al MoMA, ha lasciato Cuba qualche mese fa per lavorare come professore associato all’Università di Harvard. Ha accettato l’incarico in cambio del rilascio di un gruppo di prigionieri nell’orbita 27N, un gruppo di intellettuali critici nei confronti del suo regime insulare e i cui membri hanno subito “un’oppressione politica massiccia, a volte disumana”.

Lei stessa è agli arresti domiciliari da diversi mesi ed è stata detenuta più volte, ma non esclude comunque un ritorno nell’isola: cubani, non aderirò alla sua incostituzionalità».

L’artista cubano apprezza che un’istituzione governativa spagnola le abbia assegnato le più grandi arti plastiche ibero-americane. Afferma che “tutti i governi del mondo dovrebbero trattare il governo cubano come una dittatura”.

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