Febbraio 4, 2023

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L’Italia inserisce la caccia al cinghiale nel bilancio pubblico – notizie e protagonisti

Un emendamento proposto dal partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, prevedeva l’apertura della caccia a tutta la fauna selvatica considerata in via di estinzione.

Per motivi di sicurezza stradale, la caccia al cinghiale nelle aree protette e anche nelle città è inclusa in un emendamento al disegno di legge finale del bilancio generale dell’Italia, che inizierà l’approvazione in parlamento questo giovedì dopo le lamentele degli allevatori. Prima che considerino un iInvasione di questa specie.

L’emendamento, proposto dal partito del premier Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, avrebbe previsto la caccia a tutti gli animali selvatici ritenuti pericolosi e il loro sottoporsi ad analisi sanitario-sanitarie dopo essere stati abbattuti. Per consumo alimentare.

Il piano prevede anche l’adozione di un piano quinquennale straordinario per la gestione e il controllo della fauna selvatica con stagioni di caccia e cattura.

La caccia sarà attuata nelle aree attualmente interdette, comprese le aree protette e urbane, anche durante i periodi di chiusura, e le operazioni saranno coordinate dal comando della Divisione Forestale, Ambiente e Sicurezza Agroalimentare dei Carabineros, che può contare su cacciatori autorizzati. , guardacaccia e polizia locale e provinciale abilitata.

“Con 2,3 milioni di cinghiali che infestano l’Italia nelle città e nelle campagne, sono necessarie misure urgenti per controllarli, proteggere la sicurezza delle persone e la produzione agricola”. Ettore Brindini, presidente della più grande associazione agricola italiana, la Coldretti, ha difeso il regolamento approvato e preventivato della caccia al cinghiale.

Brindini ha affermato in una dichiarazione ai media che cinghiali “Si stanno avvicinando a case e scuole, parchi, distruggendo raccolti, aggredendo animali, assediando stalle, provocando incidenti stradali con morti e feriti e raccogliendo rifiuti con evidenti rischi per la salute. La situazione è diventata insostenibile nelle città e nelle aree rurali con danni economici incalcolabili produzione agricola.

Per alcuni partiti di opposizione, questo emendamento è considerato inaccettabile e Angelo Bonelli dell’Alleanza Verde-Sinistra, in una nota pubblicata, ha messo in guardia contro queste disposizioni. “La legge consentirebbe l’uccisione di specie protette dall’UE, non solo cinghiali, ma anche lupi, orsi, volpi e altri, in completa violazione della direttiva Habitat e dell’articolo 9 della Costituzione”.

“Hanno deciso di uccidere gli animali protetti in aree non di bracconaggio per la caccia e il lobbying delle armi. Lotteremo in Parlamento ma la nostra denuncia all’Unione Europea è già pronta.Ha aggiunto Bonelli.

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Nel frattempo, il gruppo ambientalista WWF ha scritto su Twitter: “Sarà scritta una pagina nera per la tutela della biodiversità e dei cittadini. Le città e le aree protette non devono essere convertite in riserve di caccia”.