Arresto Papa, tensioni tra Bossi e Berlusconi. Futuro maggioranza a rischio?

ROMA – Ancora tensioni tra Berlusconi e Bossi. Il colloquio chiarificatore ci sarà domani, mentre la spaccatura tra i due leader sembra sempre più profonda. Quanto successo ieri a proposito della votazione sull’arresto dell’ex magistrato Papa, avrebbe alimentato lo scontento.

Intanto, il neo segretario del Pdl Angelino Alfano butta acqua sul fuoco: ”Non vi è alcun nesso tra il voto su Papa e la tenuta del governo. Quello della Lega era un voto annunciato. Abbiamo tenuto su voti di fiducia palesi e su altre votazioni importanti a scrutinio segreto in questi ultimi mesi. Quelli di ieri erano casi delicati e specifici”. Dal Carroccio hanno fatto sapere che il voto contro Papa, non è una frecciatina al governo. Lo conferma Roberto Maroni, che parla di una maggioranza solida.

Il Pdl avrebbe espresso il suo disappunto sul fatto che l’opposizione e alcuni membri della Lega avrebbero reso palese il fatto di votare a favore dell’arresto.

Per Dario Franceschini l’attegiamento è lecito nel senso che: “chi vuole votare palesemente, malgrado lo scrutinio segreto per non essere accusato all’esterno, può farlo – ha argomentato Franceschini – senza che per questo la legittimità della votazione risulti compromessa. Nulla osta che il singolo deputato renda palese il suo voto con uno stratagemma tecnico”.

Diverso il parere del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto: “a causa di quanto accaduto è possibile che vi siano gli estremi per una invalidazione del voto di ieri: le parole stesse di Franceschini sono la conferma che il voto non è stato segreto. Ma un voto parlamentare o è segreto oppure non lo è”.