ASP CATANZARO: PRESENTATO A LAMEZIA IL PROGETTO DI RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE DIABETOLOGICA

Il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Prof. Dott. Gerardo Mancuso ha presentato, nella sala conferenze “Ferrante” dell’ospedale Lamezia Terme, il progetto relativo alla riorganizzazione della rete diabetologica dell’Azienda sanitaria. Responsabile del progetto è lo stesso Mancuso, che sarà affiancato dalla dottoressa Angela Mazza. All’incontro, a cui hanno preso parte tutti gli operatori sanitari del settore, è intervenuto il Prof. Agostino Gnasso, direttore della struttura di metabolismo e diabetologia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro.
La rete diabetologica – ha spiegato Mancuso – sarà riorganizzata in modo diverso dal modello attuale, dato che abbiamo la necessità di applicare alcuni indirizzi che vengono non solo dalle autorità scientifiche ma anche dal desiderio di questa Azienda di destinare le risorse che abbiamo all’interno dei centri diabetologici per le attività cliniche d’élite, cercando di far gestire la gran parte delle attività diabetologiche al medico di famiglia. La grande novità è che la totalità delle attività cliniche sarà supportata da uno strumento informatico, che non riguarda non solo la cartella clinica, ma anche le certificazioni, le autorizzazioni e gli strumenti che servono per i pazienti diabetici. Per arrivare a ciò, a breve partirà la prima fase del progetto, che prevede la formazione degli operatori che operano nei centri diabetologici individuati con l’Atto aziendale. 
Un sistema innovativo
– ha spiegato Mancuso – che ruota principalmente sulla cartella clinica informatizzata, che è già presente in remoto sul web, quindi consultabile da tutti i punti della provincia,  ed è uguale per tutti: questa è una delle iniziative più importanti e di pregio che abbiamo realizzato. Un paziente diabetico che si sposta da un centro all’altro non ha quindi problemi perché la cartella clinica sarà in rete, naturalmente nella piena tutela della privacy. Oltre alla formazione del personale, tutti i centri saranno dotati degli strumenti informatici necessari. Un sistema che, una volta a regime, porterà tantissimi vantaggi: prima di tutto perché consente facilmente di consultare l’archivio clinico, così si possono avere informazioni sulla storia del paziente in tempo reale, oltre a fornire consulenze in remoto con eventuali valutazioni online, senza che il paziente si sposti dal proprio domicilio. Tutto questo, in sintonia anche con la riorganizzazione dell’Adi che stiamo realizzando, che è innovativa e rivoluzionaria: gli infermieri saranno infatti muniti di ipad e potranno così interagire con il paziente e con la centrale operativa in tempo reale”.
Alla fine del percorso formativo degli operatori dell’Asp – ha aggiunto Mancuso – verranno delegati i medici di famiglia per gestire la gran parte dei pazienti diabetici, mentre i nostri centri si dedicheranno solo ai pazienti che si trovano in situazioni più complesse. Altro aspetto importante è che questo progetto prevede la collaborazione dell’Università Magna Grecia e del prof. Gnasso, quindi nel percorso di riorganizzazione abbiamo un aiuto qualificato e scientifico”.
Mancuso ha annunciato che a fine mese l’Asp avrà l’autorizzazione a mettere in atto il contenuto dell’Atto aziendale e per questo verrà fatta una rimodulazione del personale, che prevede alcune mobilità sia per quanto riguarda i medici che il personale infermieristico. “Questa Azienda non ha una carenza d’organico – ha ribadito il Dg – c’è solo il problema degli Oss e non di altre figure professionali. Noi stiamo mettendo in campo un’attività che consenta a tutti di lavorare e in modo adeguato. Anche perché ci sono uffici dove il tempo-lavoro è molto concentrato: il dipendente conclude tutto in un’ora e poi aspetta 5 ore per uscire dal servizio. Questo non lo possiamo più consentire e quindi dobbiamo ridistribuire il lavoro e riorganizzarlo, cercando di fare bene nei confronti del paziente che viene da noi. Questa è la priorità che abbiamo messo in campo, che punta ad un altro importante obiettivo per il 2012: l’abbattimento delle liste d’attesa”.
A spiegare l’importanza del progetto ci ha pensato il professore Gnasso. “L’attuale organizzazione dell’assistenza diabetologica, non solo in Calabria ma in tutta Italia, con poche eccezioni felici, non è più sostenibile – ha detto Gnasso – perché non economicamente vantaggiosa e soprattutto perché non garantisce la migliore assistenza possibile. Per questo si deve puntare alla gestione integrata: cioè il paziente diabetico andrà gestito congiuntamente con il medico di medicina generale. Per fare questo, avvieremo una fase iniziale per la formazione degli operatori del settore, cioè i medici diabetologi, in modo che possano sapere usare con precisione gli strumenti informatici di cui saranno dotati. Successivamente ci sarà il coinvolgimento dei medici di medicina generale. Ci sono alcune novità che sono indispensabili, come ad esempio la cartella computerizzata, che è uno strumento indispensabile per la gestione del paziente diabetico. Tutti quindi devono imparare a usare questa cartella e sapere cosa fare. Abbiamo intrapreso la strada del cambiamento che può portare solo vantaggi positivi per la nostra professione, per questo non si deve avere paura del cambiamento. La fase di formazione – ha sottolineato Gnasso – non riguarda la malattia diabetica, ma è finalizzata a condividere protocolli diagnostici terapeutici e a imparare a utilizzare il supporto informatico. Questa prima fase durerà alcuni mesi, mentre in un secondo momento inizierà la fase di gestione integrata vera e propria, cioè  l’interazione col medico di medicina generale. Apripista di questa innovativa organizzazione è il progetto “Diabete Calabria” che stiamo portando all’università, con un gruppo di medici di medicina generale, e che ci sta dando ottimi risultati. La gestione integrata è il punto di forza di questo modello – ha concluso Gnasso – e non c’è un’alternativa, perché le risorse sono sempre di meno e quindi o ci riorganizzazione in questo modo oppure il sistema imploderà e il paziente diabetico sarà abbandonato a se stesso”.