Benincasa: No alle modifiche dello Statuto sul sistema bibliotecario

A scendere in campo contraria alle modifiche dello Statuto sul sistema bibliotecario, è Teresa Beninca esponente del Pdl in Consiglio comunale: «Sul sistema bibliotecario lametino la contrarietà alle modifiche dello Statuto esprime prudenza a non trasfomare il Sistema bibliotecario in uno strumento politicizzato attraverso il quale baypassare le regole della buona amministrazione per dare corpo ad una sintesi potenzialmente clientelare circa la gestione della stessa Biblioteca comunale. Le condizioni previste nel nuovo Statuto non sono raccomandabili» . La Benincasa esprime una posizione di contrarietà «perché riteniamo che le motivazioni addotte dal segretario comunale Cesare Pelaia, anche nella sua funzione di dirigente dell’area Cultura circa la perdita dei contributi e l’adesione di altri Comuni non appaiono credibili nè chiare». Un ulteriore riferimento contrario per la Benincasa «è la volontà introdotta nello statuto a prevedere sul reclutarnento del personale anche le forme di precariato previste dalla legge sul lavoro interinale marginalizzando automaticamente le procedure di selezione trasparenti e di prospettiva a lungo termine. Alla faccia dei principi tanto sbandi erati ai giovani che reclamano meritocrazia e basta precariato». Il voto contrario alla delibera di Giunta è stata definitivamente dichiarata dal gruppo Pdl in Consiglio, «dopo i faziosi richiami da parte del sindaco che ha perfino parlato di assist contro il centrodestra procurando allarme sul rischio di perdere contributi e spingendo sull’approvazione con la fr mula meglio scandita dal segretario Cesare Pelaia “o si approva così o perdiamo i fondi” conferendo così alla pratica un condizionamento di scadenze burocratiche che invece non esistono. Perché le uniche scadenze che attraversano il Sistema bibliotecario potrebbero essere quelle relative alla continuità amministrativa dell’organo consiliare contestualmente alla scadenza delle politiche per posizionare candidature e fare leva su incarichi ed assunzioni che non vi siano assegnazioni di contributi a rischio, prova della lealtà politica della Regione Calabria».