BORGO ANTICO: il Comune di Lamezia Terme ha colpa. I preriti diranno quanto dovrà pagare alla Icom di Floriano noto che ha chiesto al Tar il risarcimento di 53.2 milioni

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Il Comune di Lamezia ha causato danni alla Icom e dovrà pagare. Quanto? Lo diranno due consulenti subito nominati. Ed in sei mesi si saprà se l’ente dovrà dare a Floriano Noto, titolare della Icom, i 53,2 milioni richiesti, o se il risarcimento sarà diverso. Anche se i danni dovessero essere quantificati la metà, il Comune dovrà dichiarare bancarotta, trovandosi già adesso sull’orlo del dissesto.
Un’altra brutta botta per l’amministrazione guidata da Gianni Speranza. Questa volta arriva dal Tar di Catanzaro che ha affermato la responsabilità del Comune per il danno subito dall’Icom Srl che avrebbe voluto costruire un grande centro commerciale all’ingresso della città. Undici anni fa l’ingegnere catanzarese Floriano Noto, re dei supermarket in Calabria, presentò il progetto del “Borgo Antico”, una vera e propria città mercato sul modello di Valmontone e Castel Romano. La società avrebbe costruito la struttura in località Stretto, accanto allo stadio di Via del Progresso, con 40 milioni di capitale totalmente privato, avrebbe assunto a regime 500 persone, pagando tutti gli oneri e i tributi all’ente municipale.
Il primo agosto 2002 Noto e il suo staff presentarono il progetto e fecero domanda al Comune. C’era la commissione prefettizia arrivata dopo lo scioglimento del consiglio comunale per mafia avvenuto qualche mese prima. I commissari diedero l’ok, ma ci fu una mobilitazione contraria da parte delle organizzazioni del commercio locali e di tanti ex consiglieri comunali, con una piccola manifestazione di protesta in centro. La commissione dopo qualche mese fece marcia indietro, disse no al progetto, ma la Icom presentò ricorso al Tar, lo vinse e fu convocata una conferenza dei servizi per esaminare l’opportunità di una variante al piano regolatore: quel terreno era agricolo e ci si sarebbe dovuto costruire un “retail”. Tutti i protagonisti della conferenza diedero parere positivo, il vantaggio economico e occupazionale per la città, oltre che .per l’impresa, sarebbe stato considerevole. Ancora oggi, dopo un decennio, in tutto il Sud non ci sono centri commerciali di questo tipo.
I commissari nel 2005 andarono via ed al loro posto s’insediarono il sindaco Gianni Speranza e la sua giunta di centrosinistra. Era aprile. A marzo era arrivata la richiesta di permesso a costruire della Icom che in un paio d’anni avrebbe realizzato una specie di “Lamezia 2” laddove ancora oggi c’è una piantagione di foraggio per animali. L’amministrazione sette mesi dopo disse NO all’imprenditore catanzarese sottolineando, tra le altre cose, che la procedura della conferenza dei servizi era rimasta ancora irrisolta, e che il terreno era a destinazione agricola. Altro ricorso al Tar della Icom, vinto anche questo. Intanto la giunta Speranza aveva dato via libera al progetto del nuovo avveniristico Palasport laddove sarebbe dovuto sorgere il centro commerciale.
Con la sentenza di ieri la partita si chiude con un secco 7 a 0 per l’impresa. Insomma, il Comune certamente dovrà pagare i danni, resta la quantificazione. «La giustizia ha trionfato ancora», dichiara Floriano Noto subito dopo aver saputo della sentenza dal suo avvocato Alfredo Gualtieri che lo segue da quando cominciò questa lunga vicenda giudiziaria. L’imprenditore fu addirittura minacciato pesantemente per quel suo progetto e fu messo anche sotto scorta. Oggi dice alla Gazzetta del Sud: «Mi dispiace per la città e i lametini che hanno perso una grossa occasione in termini di occupazione e di servizi, ma adesso ancora di più perchè il Comune si trova sull’orlo del dissesto».
Secondo il collegio presieduto da Guido Salerni «esistono provvedimenti del Comune illegittimi che hanno negato alla Icom il bene della vita che aspira». I giudici nelle 24 pagine di sentenza di ieri parlano di «illegittimità accertata in sede giurisdizionale», accogliendo la richiesta dell’avvocato Gualtieri del foro catanzarese. E respingendo le istanze di Aristide Police, l’avvocato del Comune secondo cui ci sarebbe stata una prescrizione. Per l’ente si tratterebbe di una sentenza «interlocutoria» e comunque valuterà se fare appello subito al Consiglio di Stato. La storia continua. (Gazzetta del Sud – V.le.)