Calabria Etica, a Reggio seminario su “L’economia sociale come strumento di politica del lavoro e come antidoto al fenomeno della segregazione sociale”

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Per il Mezzogiorno può essere strategico, per uno sviluppo sano e virtuoso, valorizzare il ruolo dell’economia sociale, come modalità diversa di organizzazione della produzione di beni e servizi con la quale è possibile generare processi di ricostruzione della coesione sociale, come quelli creati dal riutilizzo per fini sociali dei beni confiscati alle mafie e contribuire per questa via al contrasto della criminalità organizzata e al riscatto dei territori. La dimensione economica della criminalità organizzata ha una consistenza enorme; solo per dare qualche numero, e sapendo di misurare un fenomeno che produce attività illecite che si amalgamano con quelle legali presenta grosse difficoltà, è stato stimato che il fatturato delle organizzazioni criminali si è aggirato nel 2010 intorno ai 138 miliardi di euro, con una disponibilità di liquidità di circa 65 miliardi di euro e la realizzazione di utili per circa 105 miliardi di euro.
Questi dati fanno comprendere che le mafie vanno combattute proprio sul piano economico, aggredendo i gangli vitali di questa piovra che estende ormai i suoi tentacoli mortiferi ben oltre il Mezzogiorno, non solo nell’Italia centro settentrionale ed in Europa. Le mafie, infatti, non disegnano affatto percorsi di crescita economica efficaci, pur se perversi e moralmente inaccettabili, ma rappresentano la palla al piede dello sviluppo anche economico di un territorio. Esse agiscono esercitando la violenza per raggiungere i propri obiettivi illeciti, sottomettendo persone, organizzazioni produttive e interi territori, innescando meccanismi viziosi che dal giogo criminale imposto conduce all’impoverimento economico, civile e sociale. Le buone esperienze di gestione dei beni confiscati per fini sociali condotte in Italia, e in particolare in provincia di Caserta, stanno generando percorsi di crescita attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, beneficiando dei vantaggi di un modello di welfare innovativo che punta a restituire dignità alle persone.
E’ poi toccato alla dottoressa Daria Shishova responsabile progetto europeo M-house,  della Cisme – società cooperativa parlare di M-House Nel progetto M-HOUSE un Consorzio internazionale composto da 8 partner provenienti da 6 paesi europei (Belgio, Germania, Danimarca, Romania, Polonia e Italia) collaborano insieme per accrescere la consapevolezza delle famiglie, del loro potenziale imprenditoriale.M-HOUSE nasce dall’idea che i nuclei familiari (tradizionali e non), si basano su semplici regole imprenditoriali che, se ben comprese e valorizzate, possono portare a una maggiore creatività e nuove e migliori opportunità lavorative. Il target group considerato dal progetto sono tutti coloro che single, in coppia o in famiglie con bambini, studenti o lavoratori che dividono casa con altri co-inquilini, si occupano della gestione della casa e/o della famiglia.Il progetto si pone l’obiettivo di fornire agli households un percorso lavorativo alternativo e soprattutto di promuove tra le donne (casalinghe o in carriera) e tra le persone fuori dal mercato del lavoro, il raggiungimento della loro piena realizzazione conciliando vita lavorativa e personale, fornendo ai partecipanti mezzi concreti per accrescere le loro opportunità di impiego.M-house utilizza in modo innovativo i risultati delle ricerche condotte nell’ambito dell’home economics, sviluppando un prototipo di corso non formale in e-/m-learning volto a migliorare le competenze imprenditoriali (soft entrepreneurialskills) dei partecipanti. Nel progetto saranno identificate 10 situazioni chiave di apprendimento (keylearningsituations) che rispecchiano situazioni tipiche della vita familiare quotidiana, sulla base di queste verranno sviluppati 8 moduli formativi on-line grazie ai quali i partecipanti dovranno confrontarsi con diverse situazioni da risolvere attingendo alle loro capacità imprenditoriali.Inoltre, durante il progetto verrà realizzato un ulteriore strumento di supporto da utilizzare durante e dopo il termine del corso non formale, si tratta di un portale in cui i partecipanti possono mettere in pratica quello che hanno appreso durante il corso trovando informazioni sulle opportunità di business, su finanziamenti o su come avviare un’impresa.
Altre attività parallele comporteranno l’interazione tra i partecipanti al progetto e imprenditori, sia online sia di persona, durante gli eventi che si realizzeranno in Polonia, in Italia e a Bruxelles.