Camera approva legge stabilità: Cdm finito

Oltre due ore di colloquio a Palazzo Chigi per fare il punto su programma e lista dei ministri con Mario Monti che conferma a Silvio Berlusconi la volontà di formare una squadra di soli tecnici.  Il Cavalier alla fine dice  sì all’ex Commissario Ue ma continua a chiedere la presenza nel nuovo esecutivo dell’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Berlusconi, che stasera salirà al Colle per dimetersi, nei contatti avuti con tutti glie sponenti dell’attuale maggioranza, avrebbe nuovamente invitato la Lega a sostenere l’esecutivo del professore ricevendo ancora una volta un no da Umberto Bossi. Il Consiglio dei ministri è terminato alle 18.45.

BERLUSCONI SARA’ A QUIRINALE ALLE 20:30 PER DIMETTERSI – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è atteso al Quirinale alle 20:30 per dimettersi. Ne ha dato formale comunicazione alla Presidenza della Repubblica.

BERLUSCONI CONTESTATO – Silvio Berlusconi ha raggiunto Palazzo Grazioli ed è stato  pesantemente contestato dalla folla che urlava ‘buffone, buffone’ al  passaggio della sua automobile.

PALMA: TRA UN’ORA PREMIER SI DIMETTE – “Tra un’ora Berlusconi salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Un gesto che ufficializzerà la fine del governo“. Lo afferma il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, al termine del Consiglio dei Ministri.

APPROVATO L. STABILITA’, TIMING DIMISSIONI – L’aula della Camera ha definitivamente approvato la Legge di stabilità. I voti a favore sono stati 380, i contrari 26, gli astenuti 2. I deputati del Pd non hanno votato, l’Idv ha votato contro, l’Udc e Fli a favore.  Si definitivo dell’Aula della Camera al bilancio dello Stato il testo è passato con 379 si, 26 no 2 astenuti. Subito dopo il varo della legge di stabilità sarà convocato il  consiglio dei ministri. In presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,  s i recherà al Quirinale per dimettersi, si conferma in ambienti di  maggioranza, questa sera dopo l’ufficio di presidenza del Pdl, intorno  alle 20.00. Domenica il capo dello Stato procederà con le consultazioni per  arrivare, probabilmente entro domenica, ad assegnare il nuovo incarico.

BOSSI, MONTI? NOI ALL’OPPOSIZIONE – ”Andremo all’opposizione. Come si fa a sostenere un governo che fara’ portare via tutto, che privatizzerà le municipalizzate”. Lo afferma il leader della lega Nord, Umberto Bossi, lasciando Montecitorio.”Rompere con Berlusconi? Vedremo”.  Lo afferma il leader della lega nord Umberto Bossi conversando con i cronisti e lasciando intendere che la Lega sosterra solo un governo di centrodestra.

TREMONTI, OK A PAREGGIO, BUONO PER ITALIA – ”Oggi il governo ha fatto e il Parlamento ha votato il pareggio di bilancio. La parità tra entrate e uscite. Non è una cosa facile. La prima volta è avvenuto 125 anni fa. E’ una cosa molto buona per l’Italia”. Lo ha detto il ministro Giulio Tremonti dopo l’ok alla legge di stabilità

BERSANI CON DI PIETRO E CAPIGRUPPO RIUNITI A CAMERA – I leader di Pd e Idv, Pier Luigi Bersani e Antonio Di Pietro, si sono riuniti, subito dopo il voto alla legge di stabilità, in una saletta della Camera dei Deputati. Con loro si stanno incontrando anche il capogruppo Pd, Dario Franceschini e quelli Idv di Camera e Senato, Massimo Donadi e Felice Belisario.

MONTI RIENTRATO A PALAZZO GIUSTINIANI – Il neosenatore Mario Monti, dopo un paio d’ore di riposo nel suo albergo al centro di Roma è rientrato al lavoro da pochi minuti nel suo ufficio a Palazzo Giustiniani. Il premier in pectore questa mattina nei suoi uffici di Palazzo Giustiniani aveva ricevuto in un colloquio di circa un’ora, il presidente della Bce Mario Draghi poi anche con Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. Pranzo con Berlusconi a palazzo Chigi, durato due cui hanno preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il segretario del Pdl, Angelino Alfano.

PALAZZO CHIGI ASSEDIATO DA TV STRANIERE, A LATI FOLLA – Piazza Colonna offlimits, se non per giornalisti e cameraman assiepati fuori Palazzo Chigi in attesa della conclusione dell’incontro tra il premier Silvio Berlusconi e Mario Monti. Oltre alla stampa italiana ci sono giornalisti e televisioni da tutto il mondo, tv giapponesi, corrispondenti francesi, spagnoli e tedeschi.  Ai lati della piazza la folla aumenta di minuto in minuto. A creare un piccolo show con tanto di applausi e grida ‘brava, brava’ è stata Annarella, l’ormai famosa signora anziana che diverse volte si è fermata a parlare con i politici (ultimo in ordine di tempo Umberto Bossi) che di fronte a tv e fotografi ha promesso di ‘ubriacarsi non appena Berlusconi rassegnera’ le sue dimissioni”.  Dalla folla che attende su via del Corso sono apparsi dei cartelli in cui si ringraziava il presidente della Repubblica: ”Grazie Napolitano”, c’era scritto su un grande foglio mentre un altro riportava la scritta: ”Finalmente”. Le contestazioni non mancano nemmeno di fronte a Montecitorio dove ogni tanto  viene scandito un coro: ”Dimissioni-dimissioni”.

BERLUSCONI IN AULA, CORO DI ‘SILVIO, SILVIO’ – Il presidente de Consiglio Silvio Berlusconi, dopo il vertice di maggioranza successivo al suo incontro con Monti, è entrato nell’Aula della Camera durante il voto alla legge di stabilità.  Al suo ingresso è stato accolto dall’applauso dei deputati del Pdl che tutti in piedi gli hanno gridato in coro “Silvio, Silvio”. I deputati della Lega gridano in coro ‘voto, voto’! mentre il  capogruppo del Pd Dario Franceschini fa la sua dichiarazione di voto  sulla legge di stabilita’ chiarendo che al suo partito converrebbe  votare ma che andare oggi alle urne sarebbe un male per il Paese.  Alla  fine del discorso di Franceschini parte un altro coro dai banchi del  Carroccio: “Elezioni, elezioni!”.  ”Ormai entriamo in un tempo nuovo, Berlusconi e’ stato lo spartiacque,  ha fatto il bipolarismo e poi lo ha inquinato: adesso quella stagione  e’ finita. E noi siamo chiamati a ricostruire sulle macerie”. Lo ha  detto il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, in occasione delle  dichiarazioni di voto alla Camera sul ddl stabilita’.

SHOW DI SCILIPOTI CONTRO FINI, VERGOGNA – Show di Domenico Scilipoti nell’Aula della Camera, con un duro attacco al presidente Gianfranco Fini. Il deputato che il 14 dicembre scorso ha lasciato l’Idv per sostenere la maggioranza, ribadisce di essere convinto ”del fatto di aver compiuto allora la scelta giusta. Oggi siamo davanti ad un colpo di stato. Da domani saremo commissariati da un personaggio che rappresenta la lobby delle banche, indicato non per risolvere i problemi dell’Italia ma per garantire un gruppo di mercenari e delinquenti”, dice. Il presidente Fini lo ferma anche perche’-spiega- il suo tempo per intervenire e’ scaduto. Ma Scilipoti, anche a microfono spento continua. E urla ”Si vergogni!”. Continua a gridare, fino a quando, alzando un cartello scritto con l’evidenziatore, espone la scritta: ”Fini vergogna!”. Il presidente della Camera lo richiama all’ordine per due volte fino a quando il cartello non viene ritirato.

APPELLO DEL QUIRINALE – Il presidente della Repubblica ha lanciato oggi un nuovo appello. “L’attuale grave momento di crisi finanziaria ed economica, interna e internazionale, rappresenta una seria sfida per la coesione sociale del nostro Paese”, ha detto Napolitano.  “Occorre che tutte le forze politiche sappiano agire con senso di responsabilità e formulare proposte in grado di conciliare il rigore imposto dalla necessità di ridurre il debito pubblico e di promuovere la crescita distribuendo equamente i sacrifici. Occorre evitare facili vie d’uscita in illusori e poco lungimiranti localismi”, ha aggiunto Napolitano per il quale la “crisi rappresenta una sfida per la coesione sociale dell’Italia”.

LE POSIZIONI NEL PDL – Per il Colle il nome è uno solo, quello di Mario Monti. L’ex commissario europeo resta anche il candidato di tutte le opposizioni, a sorpresa anche dell’Idv disponibile a dare il suo appoggio a determinate condizioni. Ma nel Pdl c’e’ divisione. La Lega Nord ribadisce la sua contrarietà a Monti, così come una parte del Pdl. In attesa della decisione dell’Ufficio di presidenza del Pdl di questa sera, per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è possibile una sintesi tra chi vuole andare al voto subito e chi chiede una maggioranza più ampia. “Bisogna capire – ha spiegato- cosa serve all’Italia e le valutazioni possono incrociarsi”. Ribadisco che da parte mia non c’e’ nessuna apertura ad un governo Monti e che l’unica soluzione a questa crisi sono le elezioni anticipate”. E quanto dichiara Daniela Santanche’, sottosegretario all’Attuazione del Programma. “Una delle ipotesi è quella di Monti, ma bisogna vedere come si colloca, il quadro politico e programmatico e le idee. Da parte nostra c’é ancora una discussione in corso su cosa succederà dopo le dimissioni del presidente del Consiglio”, dice il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto .

LA LEGA – “Lunedì ci sarà un nuovo governo e la Lega non ne farà parte. Nemmeno io”, ha detto oggi il ministro dell’interno Maroni. L’ennesimo giro di consultazioni che il premier ha tenuto a palazzo Grazioli ha registrato l’ennesima fumata nera. Lo stallo è totale. La situazione viene tenuta sotto stretta osservazione dal Quirinale. Giorgio Napolitano aspetterà di concludere il giro di consultazioni prima di prendere una decisione sull’incarico anche se, sottolineano fonti parlamentari, la vicenda appare già decisa. Anche di fronte alla contrarietà del Pdl il Colle potrebbe decidere di conferire lo stesso l’incarico all’ex commissario europeo.

GLI SCONTENTI – Inoltre i deputati Roberto Antonione,  Giustina Destro, Fabio  Gava, Giancarlo Pittelli e Sardelli hanno  formalizzato la costituzione  all’interno del gruppo Misto della Camera  dei deputati della componente  “Costituente popolare liberale-Pli”.  All’iniziativa ha partecipato  Enzo Scotti in rappresentanza di “Noi  Sud”.

GLI SCENARI – Nel caso il governo non ottenesse la fiducia si aprirebbe la strada delle elezioni anticipate ma potrebbe essere il neosenatore a vita a gestire l’esecutivo fino al voto. L’attesa è ora per la decisione ufficiale che il Cavaliere ed il Pdl prenderanno nel corso dell’ufficio di presidenza. La linea che emergerà da quella riunione sarà poi illustrata al Capo dello Stato. Nonostante nessuno nel partito si senta pronto a scommettere su uno scenario diverso rispetto a quello di un governo Monti, la tensione è alle stelle.

Una confusione che investe il capo del governo, costretto a dover mediare per evitare rotture, ma al contempo, fortemente irritato per la gestione ‘dell’affairé . Il premier, raccontano i fedelissimi, si sente tagliato fuori dalle trattative per la formazione del nuovo esecutivo e, soprattutto, non accetta di essere tenuto all’oscuro sul programma che il Pdl dovrebbe votare. Un ragionamento condiviso dallo stato maggiore del partito e che mette d’accordo sia i fan del governo tecnico che il fronte pro elezioni.

Questo, a detta di molti nel partito, giustificherebbe l’ipotesi di lanciare come candidatura alternativa quella del segretario del Pdl Angelino Alfano sponsorizzato anche dai lumbard (l’altra ipotesi circolata è quella di Lamberto Dini, nome che incontrerebbe il gradimento della Lega, sondata dagli ambasciatori pidiellini). In realtà, la controproposta che il Cavaliere starebbe valutando rappresenta l’arma con cui minacciare di far saltare il banco in caso di esclusione dalle decisioni su programma e squadra del nuovo esecutivo.

L’opposizione resta in attesa. Nelle ultime ore, dopo l’apertura di Antonio di Pietro, ha ritrovato la compattezza nell’appoggiare un esecutivo guidato dal presidente della Bocconi: “Siamo pronti a sostenere un governo guidato da Monti”, dice il leader del Pd Pier Luigi Bersani che definisce anche le caratteristiche del nuovo esecutivo: “Non stiamo parlando di grandi coalizioni, né di unità nazionale ma di un governo di emergenza e di transizione, su indicazione del Capo dello Stato”. L’Italia dei Valori, dopo le resistenze iniziali, si mostra dunque disponibile a dare il suo appoggio: “a Monti come persona ed economista do e darò tutto l’appoggio possibile”, spiega Di Pietro che però si riserva l’ok definitivo solo dopo aver chiari il programma, la squadra di governo e la durata temporale.